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Anche a Trento la marcia di solidarietà con i migranti

Ad Avio i cittadini scrivono al sindaco per manifestare disappunto sul rifiuto ad accogliere otto profughi assegnati dalla Provincia. Il Sole 24 Ore oggi racconta la storia di una 59enne di Riva che ne ha accolti due in casa sua, ricevendo 9.5 euro al giorno. Venerdì anche a Trento si terrà la "marcia" per l'accoglienza

Si terrà anche a Trento la "Marcia delle donne e degli uomini scalzi", la manifestazione lanciata da Andrea Segre in solidarietà con i migranti che  in questi giorni sono in marcia in Ungheria per raggiungere Austria e Germania. "E' vero che non ci sono soluzioni semplici e che ogni cosa in questo mondo è sempre più complessa, ma per affrontare i cambiamenti epocali della storia è necessario avere una posizione, sapere quali sono le priorità per poter prendere delle scelte" è quanto si  legge nello scritto di Segre che presenta la manifestazione che si terrà  venerdì 11 settembre al Lido di Venezia e contemporaneamente in molte città italiane,  compresa Trento dove l'appuntamento è per le 18.00 in piazza Duomo. La manifestazione trentina è stata lanciata da Ya Basta!, associazione trentina vicina al Centro Sociale Bruno, e  l'appello è stato rapidamente raccolto da molte sigle del volontariato e dell'associazionismo oltre che da privati cittadini.

Nel frattempo anche in Trentino si assiste a prese di posizione sulla questione a favore dell'accoglienza: ad Avio, dove il sindaco si è rifiutato di accogliere otto richiedenti asilo, alcuni cittadini hanno creato in tutta risposta il movimento Avio Solidale ed invitano quanti sono favorevoli all'ospitalità ad esprimere il proprio pensiero pubblicamente. Il sistema  di accoglienza trentino  è anche oggetto di un lungo articolo apparso oggi sulle pagine online del Sole 24 Ore, che loda la gestione autonoma della Provincia di Trento ("La Provincia che adotta i  migranti", questo il titolo; 1.660 persone accolte da marzo 2014  seconndo il quotidiano) e racconta la  storia di Franca, impieggata 59enne di  Riva del Garda che ha accolto in casa sua due richiedenti asilo fuggiti dal Mali, in camio di 9,5 euro al giorno erogati dalla  Provincia (con fondi statali) che lei gira, per metà, ai due profughi. 

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