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Profughi pakistani: la metà trasferita in altri centri

Fugatti: "Lo sforzo di garantire una solidarietà equa e rispettosa delle normative non può ricadere solo sul Trentino"

Un altro capitolo  nella vicenda dei 40 migranti pakistani che sta occupando le prime pagine di tutti i quotidiani locali con continui aggiornamenti. Qualche giorno fa la notizia che il neopresidente della Provincia Maurizio Fugatti avrebbe negato la struttura di accoglienza provinciale di via al Desert al gruppo di pakistani, arrivati a Trento dalla Germania e quindi non inseriti nelle "quote" che lo Stato italiano smista nelle regioni.

Ora il presidente, sempre a livello personale visto che l'assessore alla Sanità ed alle Politiche Sociali non ha ancora proferito parola, ha deiciso che circa la metà dei 40 profughi sarà trasferita in altri centri, non è dato sapere se ci si riferisca a quello di Marco di Rovereto o fuori provincia. L'altra metà, stando a quanto riporta il quotidiano L'Adige, potrà rimanere alla Residenza Fersina. 

Le notizie frammentarie riguardo al destino di questo gruppo di igranti danno l'idea della confusione creatasi attorno alla loro accoglienza, dalla sovrapposizione di competenze tra Provincia (a guida leghista) e Comune (centrosinistra) fino all'esposizione mediatica del caso. Complesso anche determinare il loro esatto status giuridico: il Comune garantisce che tutti loro hanno titolo a restare in Italia ed essere accolti.

Fugatti, come detto, ha voluto approfondire. "Gli approfondimenti richiesti anche in sede di Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza - spiega Fugatti in  una nota diffusa dall'Ufficio Stampa provinciale - hanno permesso di fare maggiore chiarezza sullo status di queste persone, ma al tempo stesso di evidenziare anche all'autorità nazionale che lo sforzo di garantire una solidarietà equa e rispettosa delle normative non può ricadere solo sul Trentino. È opportuno inoltre evitare che il fenomeno degli afflussi incontrollati e magari irregolari oltre che estranei agli ordinari percorsi di accoglienza cresca, favorito da un quadro confuso che può indurre a false aspettative a discapito di chi invece ha diritto di ricevere lo status di rifugiato".

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