Profughi, minacce e schiaffi agli operatori

Da mesi il gruppo di richiedenti asilo per cui la Provincia chiede l'espulsione, dopo le proteste del primo aprile, è sotto la sorveglianza del Cinformi. Numerosi gli episodi di minacce nei confronti degli operatori. Ieri disertato l'incontro al commissariato

Un gruppo "difficile", che non partecipa alle attività svolte alla residenza Brennero, diserta le lezioni di italiano e in qualche caso è arrivato a minacciare gli operatori. E' il quadro delineato dal responsabile del Cinformi Pierluigi La Spada, per descrivere i nove richiedenti asilo protagonisti delle proteste di venerdì primo aprile davanti all'Ex Motel Agip. I giovani migranti hanno bloccato per mezz'ora il traffico su via Brennero chiedendo "lavoro e dignità", ma soprattutto soldi contanti al posto dei buoni alimentari.

"O tutti o nessuno". Ieri mattina alle 11 era in programma un incontro presso il Commissariato del Governo, a cui avrebbero dovuto partecipare quattro ragazzi, in rappresentanza di tutto il gruppo, ma nessuno si è presentato. I richiedenti asilo avrebbero voluto presentarsi tutti al commissario vicario.

Alla fine è stato il vicario Domenico Lione a recarsi alla palazzina Brennero. L'incontro è slittato al primo pomeriggio per ragioni di sicurezza a causa della presenza di alcuni anarchici all'esterno della struttura. I nove profughi che hanno promosso la protesta del primo aprile potrebbero essere trasferiti in altre strutture fuori regione, la decisione spetta al commissariato.

Intanto la Lega rincara la dose: "i profughi si rifiutano di andare al Commissariato del Governo e quindi i rappresentanti del Commissariato vanno dai profughi, con una ventina di carabinieri a presidiare l'incontro”. Un atto di sottomissione inaccettabile, secondo il segretario della Lega Nord Trentino Maurizio Fugatti: “Per i cittadini comuni ci vogliono mesi per essere ricevuti dai rappresentanti dello Stato o della Provincia, ai profughi invece tutto è concesso".

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