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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Profughi: 25 persone da Nigeria e Costa d'Avorio in Trentino

L'assessore Zeni: "Sono accolte in Trentino 1.085 persone, cifra al di sotto del tetto stabilito a quota 1.172. Attualmente quindi le cifre sono entro i limiti previsti"

Donne sole e famiglie con bambini. In venticinque sono arrivati a Trento alle 5.30 di ieri mattina direttamente da Reggio Calabria, dopo la traversata del Mediterraneo su una “carretta del mare”. Tre donne sono in gravidanza e una, in particolare, è vicina al parto. Un'altra è rimasta ustionata da una fuoriuscita di carburante sul barcone. Ora tutti i venticinque profughi si trovano nelle casette prefabbricate (pronta accoglienza) adiacenti alla struttura principale della Residenza Fersina. Già oggi sarà possibile trovare loro alloggio al Campo della Protezione Civile di Marco di Rovereto (prima accoglienza per donne sole e famiglie). Il successivo passo sarà una sistemazione in piccoli gruppi sul territorio provinciale (seconda accoglienza), in attesa del responso della Commissione dello Stato che dovrà vagliare la loro domanda d'asilo.

Entrando in dettaglio, il gruppo di richiedenti protezione internazionale arrivato a Trento è composto da tre nuclei familiari (otto persone in totale) e diciassette donne sole (età media vent'anni; tre di loro aspettano un bimbo). La nazionalità prevalente è quella nigeriana, mentre una piccola quota è composta da ivoriani. Con il loro spostamento in programma a Marco di Rovereto, il Campo della Protezione Civile ospiterà quindi da domani nel complesso sessantaquattro persone: cinque mamme con bambini, cinque coppie, trenta donne sole, una famiglia di quattro persone e dieci uomini soli.

"Ad oggi – afferma l'assessore Luca Zeni – sono accolte in Trentino 1.085 persone, cifra al di sotto del tetto stabilito a quota 1.172. Attualmente quindi le cifre sono entro i limiti previsti e la macchina organizzativa dell'accoglienza lavora efficacemente rispondendo prontamente ai nuovi inserimenti. Siamo tuttavia consapevoli di un aumento degli arrivi. Il mantenimento del positivo modello di distribuzione dei profughi in piccoli gruppi sul territorio provinciale, che favorisce una positiva inclusione, richiede quindi un ulteriore sforzo nell'individuare nuovi alloggi nei comuni trentini".

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