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Prodotti biologici e per celiaci nelle mense scolastiche e pubbliche

Si punta all'utilizzo di prodotti agricoli biologici, tipici ed a basso impatto ambientale, niente bibite gasate nelle scuole, alimenti per celiaci nella ristorazione pubblica e privata: premiati gli alimenti provenienti da coltivazioni o allevamenti bio

Obbligo di utilizzare nelle mense scolastiche e pubbliche alimenti provenienti da coltivazioni o allevamenti biologici per almeno il 60 % delle quantità annuali o, qualora il mercato non fornisca quantità sufficienti di prodotti bio, prodotti DOP, IGP o a marchio "Qualità Trentino". Questo l'obiettivo del "Programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare", documento frutto di un lavoro interdipartimentale previsto dalla legge provinciale del 2009 sulla promozione dei prodotti agricoli a basso impatto ambientale ed il consumo consapevole. Il Programma avrà durata triennale: accanto al modello tradizionale di piramide alimentare viene quindi affiancata una nuova piramide che propone un profilo sostenibile dell’alimentazione anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, viene cioè considerata l’incidenza che ogni categoria d’alimenti ha sull’ambiente in termini d’emissioni di gas serra, consumo d’acqua, risorse energetiche e sfruttamento del suolo. È importante notare che gli alimenti più salutari, di cui si raccomanda un consumo frequente, sono anche quelli che inquinano meno per quanto riguarda l’immissione nell’atmosfera di CO2.

In sostanza si punta all'utilizzo di prodotti agricoli biologici, tipici ed a basso impatto ambientale, niente bibite gasate nelle scuole, alimenti per celiaci nella ristorazione pubblica e privata, punteggi premianti nelle mense scolastiche e pubbliche alimenti provenienti da coltivazioni o allevamenti biologici per almeno il 60 % delle quantità annuali o, qualora il mercato non fornisca quantità sufficienti di prodotti bio, prodotti DOP, IGP o a marchio "Qualità Trentino"elle gare di appalto per i fornitori "sostenibili". E ancora: sostegno agli Enti locali per favorire gli "acquisti verdi", creazione di un Osservatorio per l'alimentazione. 
 
Nell'attuazione del Programma sono coinvolti soggetti e settori diversi: l'istruzione, per quanto riguarda la promozione nelle scuole di una corretta alimentazione, della conoscenza dell'agricoltura trentina e dei prodotti di qualità nei piani di studio, nonché dell'educazione del personale delle mense, degli studenti e dei genitori; la sanità, per la preparazione e somministrazione dei pasti alle persone affette da intolleranze alimentari; il turismo e l'agricoltura, in relazione all'informazione e all'uso dei prodotti di qualità presso la ristorazione privata, al coinvolgimento dei produttori, all'adozione da parte dei Comuni degli "acquisti verdi"; le attività economiche per quanto riguarda, infine, il miglioramento dell'organizzazione produttiva degli stessi prodotti di qualità trentini.
 
Negli appalti pubblici per la fornitura di derrate alimentari, inoltre, si dovranno assegnare punteggi di merito relativamente al metodo di coltivazione adottato, alle emissioni di gas serra inquinanti nella fase di trasporto, ai rifiuti ed imballaggi, al fabbisogno ed al risparmio energetico, all'impiego razionale della risorsa idrica e riduzione dei consumi. Tali criteri ambientali potranno contare fino al 50 % del punteggio massimo attribuito all'offerta, mentre la parte restante sarà attribuibile al costo complessivo del servizio. Anche il particolare regime dietetico per gli studenti affetti da intolleranze alimentari o celiachia dovrà essere tenuto in considerazione nelle mense scolastiche: a tale scopo dovranno essere definite apposite linee guida valevoli non solo per le scuole ma anche per la ristorazione pubblica. In tutte le scuole, inoltre, si dovrà arrivare gradualmente al divieto di somministrare bibite gasate e zuccherate e all'introduzione di distributori automatici di alimenti salutari ed a basso contenuto calorico (progetto "Pausa amica").

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