Prodi a Trento parla del "laboratorio" Europa

"L'Europa è un laboratorio, non un museo". Come a dire che la storia è tutt'altro che finita, che l'unità, la coesione interna, tra gli Stati ed i popoli europei si trova in una situazione dinamica, in cui "non si può stare fermi". Così Romano Prodi ha descritto, in un incontro a Trento, il percorso fatto per avere l'Unione Europea, e le prospettive di oggi

"Sapevamo che una moneta unica non poteva sostenere l'Europa senza una politica monetaria. Nonostante questa consapevolezza, i passi da fare erano molti e complessi e i governi che si sono succeduti hanno preso strade diverse. Nonostante il grande lavoro fatto, dunque, l'Europa non riesce a sfruttare le proprie potenzialità per sostenere i processi di globalizzazione" questo uno dei passaggi dell'incontro tenutosi ieri a Giurisprudenza, in cui l'ex premier e presidente della Commissione europea Romano Prodi, ha tracciato un quadro della situazione europea di oggi, lui che fu tra i "padri" dell'euro, di fronte al mondo globalizzato. Un'europa che fatica ad integrare i popoli fra di loro, secondo Prodi, dinamica, nel bene e nel male, "un laboratorio, non un museo" ha detto più volte: "Oggi stare assieme in Europa per il nostro Paese è una necessità. Attraverso l'Europa possiamo avere una voce nel mondo.Non si può più stare fermi, occorre fare passi in avanti. Accettare il fatto che l'Europa è cambiata e che a tirare è l'asse franco-tedesco".

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