Privatizzazione della Croce Rossa: la situazione in Trentino

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

COMUNICATO STAMPA
LA PRIVATIZZAZIONE DELLA CRI E LA SITUAZIONE TRENTINA

Dal processo di privatizzazione della CRI a seguito del D.Lgs. n. 178 del 2012, come emendato dall’art. 4 c. 10 ter della L. 30 ottobre 2013, n. 125, risultano ad oggi esclusi i Comitati delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

In tale contesto, ed in attesa del rinnovo delle Convenzioni con la P.A.T. per l’espletamento del sevizio di soccorso e trasporto sanitario, attualmente in regime di proroga, si assiste ad una situazione che ingenera incertezza e preoccupazione tra il personale dipendente, in larghissima parte con contratto a tempo determinato, tra il quale sussistono diverse condizioni dovute alla quantità ed alla durata dei rinnovi annuali, che può determinare o meno il diritto ad una stabilizzazione già sancita da diverse pronunce giurisprudenziali.

Il contratto di lavoro rinnovato solo sino al 31 marzo 2014 per qualche decina di dipendenti è apparso proprio una conseguenza dell’incertezza della copertura economica data dalle Convenzioni, ancora da rinnovare.

Al netto delle considerazioni sull’intero processo di privatizzazione e sulle implicazioni sul servizio insostituibile che la CRI svolge attraverso i propri volontari e i propri dipendenti, pur rimarcando che la FP CGIL ritiene tuttora prioritario lo scorporo dei servizi sanitari dal resto delle attività statutarie (protezione civile, missioni internazionali, attività umanitarie, etc.), in attesa di conoscere se e quando i comitati trentini verranno coinvolti nel processo di privatizzazione, quel che occorre assolutamente salvaguardare sono i livelli occupazionali di giovani, donne e uomini, che da anni lavorano presso questi Comitati assicurando i servizi con professionalità e dedizione.

E’ dunque opportuno continuare ad assicurare, tramite le Convenzioni in fase di rinnovo, le medesime prestazioni garantendo continuità lavorativa agli attuali addetti al servizio.
A questo proposito, è imminente un incontro della FP CGIL con il Dipartimento della Salute della P.A.T.

Allo stesso tempo è necessario che, nella indeterminatezza del processo in corso, i soggetti preposti alla gestione dell’attuale delicatissima fase della storia dell’Ente non interpretino il processo di privatizzazione come strumento per una riduzione ingiustificata dei posti di lavoro. 

Il Segretario Generale della FP CGIL del Trentino
Giampaolo Mastrogiuseppe

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