Tragedia sulla Presanella: il riconoscimento ai soccorritori di Vermiglio

Il Soccorso Alpino di Vermiglio premiato per l'intervento sul ghiacciaio in agosto

Nove persone cadute in tre punti differenti del ghiacciaio della Presanella: l'intervento del 28 agosto scorso è valso agli uomini del Soccorso Alpino di Vermiglio il Premio Zanlucchi assegnato dalla Fondazione Cassa Rurale di Trento e dalla famiglia Zalucchi dedicato agli "angeli gialli" della montagna. Un intervento per certi versi drammatico: tre persone, tra cui un ragazzino di 13 anni, erano già decedute all'arrivo dei soccorritori, la cui prontezza e preparazione giocarono un ruolo fondamentale per salvare la  vita ad altri sei alpinisti. 

"Fin dalle fasi di avvio la situazione si è dimostrata complessa. I primi soccorritori si sono trovati di fronte a una scena drammatica: nove persone da soccorrere. Tra loro alcune senza vita, situate in diversi punti del ghiacciaio. Da subito le operazioni di soccorso sono sembrate complesse per il numero di persone coinvolte e per la distribuzione in tre diversi punti tanti quanti le tre cordate scivolate si erano fermate- spiegano oggi i soccorritori ricordando quel terribile pomeriggio di agosto. 

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"Anche la movimentazione in sicurezza del personale sanitario è risultata difficoltosa considerata la tipologia di ambiente che ha obbligato operatori e tecnici del Soccorso Alpino a una doppia funzione: prestare soccorso alle persone ferite e garantire la sicurezza nella movimentazione all'equipe sanitaria - proseguono i tecnici di Vermiglio -. Un intervento che ha segnato in modo particolare e differente ogni soccorritore intervenuto, chi per aver fatto assistenza ai familiari con a fianco persone decedute, chi per aver soccorso bambini e chi per aver portato a valle le salme. Resta comunque saldo il desiderio di aiutare gli altri con spirito di abnegazione, disponibilità e passione per il Soccorso Alpino”.

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