Premio di cinque euro all'ora per gli "eroi" della sanità, sindacati infuriati

"Quei soldi erano già sul tavolo della trattativa per il rinnovo del contratto - scrive il sindacato - e ci sono ancora troppe perplessità sull'erogazione"

Cinque euro in più in busta paga per ogni ora lavorata durante l'emergenza coronavirus. Questo il "premio" che la Provincia autonoma di Trento assegnerà a medici, infermieri, oss ed altro personale degli ospedali e delle Rsa. Una misura che ha provocato la reazione sdegnata dei sindacati, Cgil in testa, che parlano di "opacità" nell'erogazione del premio.

Innanzitutto la misura sembra irrisoria rispetto alla retorica con la quale era stata annunciata: più volte il presidente della Provincia Maurizio Fugatti avevano ringraziato tutto il personale impegnato in prima linea con l'appellativo di "eroi". Di fronte a ciò 5 euro all'ora, che potrebebro diventare poco più di 3 perchè calcolati lordi, non sembrano poi essere una ricompensa particolarmente generosa.

"Quei soldi erano già stanziati"

Si parla, in totale, di 15 milioni di euro. Secondo il sindacato, però, quei soldi in realtà erano già stati stanziati per il rinnovo del contratto, fermo da quattro anni. Insomma: sarebbero finiti comunque nelle buste paga del personale. Un "premio", dunque, a costo zero per la Provincia. Ma c'è di più: inizialmente, sempre secondo il sindacato, si era parlato di un premio tra i 6 ed i 10 euro in più all'ora. Poi nella delibera è stato scritto 5. "Ecco quanto vale, per Fugatti, il lavoro degli eroi" denuncia Luigi Diaspro, segretario provinciale della Fp Cgil. 

"C’è poi il tema - continua Diaspro - dell’esclusione dalla prima fase degli operatori delle Rsa cosiddette indenni: la pesante riorganizzazione, l’adeguamento alle misure sanitarie, il rischio e lo stress ci sono stati anche per quegli operatori. Le Case di Riposo sono state l’epicentro di un terremoto. È giusto differenziare Covid e non Covid in una logica tuttavia di inclusione per il riconoscimento concreto del lavoro e del rischio contagio altissimo tra il personale".

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L'assessore Segnana parla di "calcolare l’indennità sulla base delle ore effettuate". Se interpretata alla lettera questa indicazione escluderebbe dal premio tutti i medici, infermieri ed oss che hanno contratto il virus durante il servizio, e che sono perciò rimasti a casa in malattia. Il premio, scrive ancora l'assessore, "in rapporto al diverso grado di esposizione al rischio e di disagio lavorativo". Anche questo escluderebbe, ad esempio, il personale di strutture, come le Rsa che sono rimaste "immuni" dal virus, o le guardie mediche di territori a basso contagio.

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