Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Pistole e (tantissima) cocaina: in manette anche un panettiere e due coniugi

L'ultima maxi operazione dei carabinieri

Le armi sequestrate (foto do BresciaToday)

La maxi operazione antidroga "Malocu" dei carabinieri, scattata alle prime ore dell’alba di lunedì 28 giugno, ha interessato anche il Trentino. Come riporta BresciaToday, i carabinieri di Breno hanno arrestando 11 persone (8 cittadini italiani e 3 albanesi) responsabili, a vario titolo, dei reati di detenzione e spaccio di cocaina ed eroina. Le misure cautelari sono arrivate a seguito di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia.

Al centro delle indagini, che hanno preso il via a inizio maggio del 2020 (in concomitanza con la fine del primo periodo di lockdown), sono finiti tre albanesi che, avvalendosi della collaborazione di connazionali con ruolo di corrieri, smerciavano stupefacenti nella provincia di Brescia e in particolar modo in Valcamonica. Qui i referenti dello spaccio erano invece due conviventi di Darfo, pregiudicati e già finiti al centro di altre indagini antidroga nel corso degli ultimi due anni, oltre a un giovane operaio di Corteno Golgi, che era il punto di riferimento nel territorio dell’alta valle. Nove indagati sono finiti in carcere e due sono stati ristretti agli arresti domiciliari.

Numerosi i clienti identificati dai militari: si rifornivano di stupefacente dalla coppia di Darfo, lui un 57enne attualmente detenuto in carcere a Opera, lei un 48enne ora in casa ai domiciliari. Erano stati arrestati a giugno dello scorso anno, in quanto indagati nell’operazione Lucignolo sempre condotta dai carabinieri di Breno.

Tra i loro principali acquirenti è stato individuato un panettiere 27enne, che si riforniva di discreti quantitativi di coca che poi rivendeva al dettaglio a numerosi tossicodipendenti residenti tra Malonno e Ponte di Legno, al confine con il Trentino. Già nel giugno del 2020, l’uomo era stato arrestato dai carabinieri insieme alla compagna, al figlio di quest’ultima e a un altro spacciatore, in quanto trovati in possesso di diverse decine di grammi di cocaina.

L'operazione di oggi ha visto all’opera oltre 50 carabinieri del Comando Provinciale: ha interessato, oltra ai territori della Valcamonica e della provincia di Brescia, anche alcune località del Trentino. Nel corso delle indagini, i militari avevano già ammanettato 9 persone in flagranza di reato.

Al vertice del narcotraffico sono stati individuati tre cittadini albanesi di 47, 38 e 31 anni, residenti a Cazzago San Martino, Rudiano e Iseo: facevano giungere la droga in valle, avvalendosi della collaborazione di tre connazionali, nessuno dei quali residente in Italia. La coppia di Darfo si avvaleva invece della collaborazione di altri due indagati, che si occupavano della consegna al dettaglio della coca e dell’eroina.

Nel corso delle perquisizioni, sono state sequestrate anche una pistola Beretta con matricola abrasa e una pistola a tamburo Bodeo, priva di matricola; 250 proiettili; 180 grammi di cocaina; 100.000 euro in contanti di banconote da 50 e 200 euro, risultate poi false.

Con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, è stata inoltre arrestata una coppia di coniugi (lui classe '57, pensionato, lei classe '61, titolare di un’azienda agricola di Bagnolo Mella). All’arrivo dei carabinieri, i due hanno tardato ad aprire la porta dell’abitazione, tentando invano di dare alle fiamme nel caminetto a un involucro di cocaina. La perquisizione ha consentito di rinvenire altre 11 dosi già confezionate e 6.000 euro in contanti, posti sotto sequestro poiché ritenuti provento dell'attività di spaccio.

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