Due sciatori salvano un piccolo capriolo bloccato nella neve

Stavano percorrendo un sentiero innevato nei boschi del monte Grostè quando hanno visto la testa del piccolo capriolo affiorare dalla neve. Scavando sono riusciti a metterlo in salvo. L'incredibile incontro di due sciatori con la natura, bella e crudele, dove l'uomo può fare la differenza anche in positivo

Un momento emozionante e inaspettato quello vissuto da due sciatori sabato mattina nei boschi del Grostè. La neve caduta non ha causato problemi solamente a strade e case: troppa neve rappresenta un pericolo anche per gli animali. La natura è così, tanto bella quanto crudele. A volte però è l'intervento dell'uomo che può fare la differenza, anche in positivo, un intervento fortuito, come in questo caso. Con il pericolo valanghe elevato per tutto il weekend ha spinto i due sciatori, Alberto e Paolo, a scegliere un percorso pianeggiante nei boschi, da percorrere con gli sci da freeride.

I due sono sciatori esperti e conoscono perfettamente il territorio: Alberto Angeli ha 32 anni, è originario di Campiglio ed è maestro di sci, ed il suo amico Paolo Bertuzzi, 45 anni originario del bresciano, è uno scialpinista di lunga esperienza. Il giorno prima era tornato dal Canada dove si trovava per alcuni giorni di sci, trovando tralaltro condizioni sfavorevoli. Accettare l'invito di Alberto per un'uscita ai piedi del Grostè lo ha sicuramente ripagato.

I due procedevano sul sentiero innevato quando, racconta Alberto, ad una cinquantina di metri da loro hanno visto qualcosa muoversi nella neve: "abbiamo pensato subito ad una lepre, poi avvicinandoci siamo rimasti sorpresi dal fatto che l'animale non scappava". Arrivati ancor più vicino i due si sono accorti che la macchia marrone in mezzo al bianco altro non era che la testa di un piccolo capriolo il cui corpo era completamente sotto la neve (qui sotto la foto).

"Era rimasto intrappolato completamente e non riusciva a muoversi, così abbiamo deciso di aiutarlo". Si sono messi a scavare la neve permettendo all'animale di procedere verso un punto in cui il livello era più basso. Metro dopo metro, con i due che continuavano a rimuovere la neve creando un passaggio, il piccolo di capriolo è riuscito a mettersi in salvo. "L'emozione è stata tanta, sia per l'incontro inaspettato che per aver salvato il piccolo capriolo" racconta Alberto "non è scappato subito, anzi siamo stati noi, dopo un po' a salutarlo prima di riprendere il cammino".

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