Torna la movida, in piazzetta del Conservatorio c'è la folla: musica e schiamazzi fino a tarda notte

Le proteste dei residenti dopo due mesi di "silenzio": tutto è tornato come prima, ma il divieto di assembramento c'è ancora

Torna la movida e tornano i problemi in piazzetta del Conservatorio. Tutto è ritornato alla "normalità", come prima del lockdown: le foto scattate da un residente testimoniano la situazione nella serata di venerdì 22 maggio. La piazza è tornata ad affollarsi, ci sono persone sedute sui marciapiede, accalcate, molte senza mascherina. Schiamazzi ma anche musica dalle casse collegate ai cellulari sono tornati a togliere il sonno ai residenti.

Una situazione nota, ma forse ancora più accentuata dopo due mesi di "silenzio". I bar della piazza sono tre, oltre a tutti quelli che si affacciano sul vicino Largo Carducci. Con la riapertura la zona è tornata ad essere il centro della movida trentina, anche se molti universitari sono andati via da Trento visto che gli esami dell'estate saranno tutti svolti in modalità online.

Lo scorso weekend, l'ultimo con i bar aperti in modalità "asporto", la Polizia Locale aveva effettuato dei controlli con tre pattuglie sul posto ed i megafoni per ricordare il divieto di assembramento e l'obbligo di indossare la mascherina. Due norme che sono rimaste, nonostante ora i locali siano riaperti anche all'interno, ma "ora non controlla più nessuno", dicono i residenti.

L'anno scorso era stata approvata una mozione ad hoc per la piazzetta, che ipotizzava il divieto di consumo di alcolici fuori dai bar. La risoluzione, approvata d'urgenza con la sinergia di maggioranza e minoranza in Consiglio comunale giace negli atti dell'aula. Per applicarla occorre infatti modificare il Regolamento di Polizia Urbana. In poche parole: un proclama di cui nessuno si è voluto fare carico.

Con l'inizio del nuovo anno aveva preso il via anche la campagna elettorale, e della piazzetta nessuno aveva più parlato. Poi il coronavirus ha "concesso" due mesi di tregua ai residenti, ed ora tutto è tornato come prima sommando alle proteste degli abitanti anche le ovvie perplessità riguardo alla mancanza di rispetto per le regole anti-contagio.

"Alcuni bar del centro come Posta e Uva e Menta si sono visti costretti a chiudere e riaprire con limitazioi per non poter garantire la distanza tra i clienti, mentre qui gli assembramenti sono ormai la regola, tutte le sere fino a tarda notte - spiega una residente - ed è un peccato perchè sarebbe il momento, magari, per pensare a delle soluzioni alternative, per esempio spostando la movida nel parco di piazza Venezia o organizzando tavolini in piazza Fiera, che per mancanza di manifestazioni resterà vuota tutta l'estate. Qui, passata l'emergenza, tutto è tornato come prima". 

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