Il pianto del bambino attiva la risposta automatica della madre: la scoperta passa da Rovereto

Un team internazionale, nel quale figurano quattro ricercatori trentini, ha osservato una risposta automatica in 684 madri di 11 nazionalità diverse

Il pianto di un bimbo e subito dopo l'abbraccio rassicurante e la dolce voce di una madre. Una reazione praticamente automatica, ue eventi legati da un nesso di causa-effetto che inscindibile. Un team internazionale di ricercatori, tra i quali figurano anche Paola Venuti, Paola Rigo, Gianluca Esposito e Nicola De Pisapia del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Trento, ha trovato il fondamento scientifico dell'istinto più dolce, e più forte, del mondo.

Lo studio è frutto di una rete internazionale di ricerca. Oltre ai ricercatori di Rovereto, dove si è svolto il 13° incontro internazionale sul pianto infantile, figurano nel team di ricerca il gruppo NIH – National Institutes of Health (USA) con Marc H. Bornstein, Diane L. Putnick e Joan T. D. Suwalsky. Con loro James E. Swain del Stony Brook University Hospital (USA) e poi la East China Normal University di Shanghai (Cina) con Xueyun Su, Du Xiaoxia e Kaihua Zhang e ancora Linda R. Cote della Marymount University (USA).

Il pinto infantile attiva nel cervello della madre una risposta nelle aree deputate al movimento ed al linguaggio. La risposta più comune è prendere in braccio il bimbo e sussurrare parole rassicuranti. Un comportamento osservato su un campione di 684 madri di 11 nazionalità diverse ggrazie alla risonanza magnetica funzionale. «Lo studio – racconta Paola Venuti – si inserisce in una serie di lavori condotti sulle risposte del cervello al pianto infantile. E segna un vero avanzamento perché dimostra come comportamenti e attività cerebrali siano costanti nei diversi Paesi del mondo». I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

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