Solidaerità e paura

Petizione contro il Punto d’Incontro alle ex Bellesini, il centro: “Venite a conoscerci”

Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Ianeselli: “Cristo Re il quartiere di don Avi, impariamo dal suo esempio di carità”

“Il volantino diffuso in opposizione al trasferimento temporaneo del Punto d’incontro alle ex scuole Bellesini, contiene una verità e forse anche la soluzione a molte possibili criticità. Nel volantino si legge infatti che lo spostamento di sede a Cristo Re, esporrebbe il quartiere all’interazione degli ospiti del Punto d’Incontro con la microdelinquenza già presente nel rione. Generalmente accade proprio così: le persone, se vengono lasciate sole, senza risposte, senza umanità, senza accoglienza, senza ascolto, senza un pasto e senza un posto, senza lavoro, senza documenti, senza affetti, se non trovano quindi intorno a loro quartieri e città accoglienti, rischiano di essere consegnate alla clandestinità, all’illegalità, all’emarginazione. E possono rappresentare un problema”.

È il riferimento a quanto sta accadendo in queste ore in merito allo spostamento temporaneo del Punto d’Incontro dalla sede attuale di via Travai alle ex scuole Bellesini. Sul tema, come riportato dal sindaco Franco Ianeselli, è partita anche una petizione online. E proprio dal Punto d’Incontro, impegnato ogni giorno nel dare un pasto caldo a chi non se lo può permettere, arriva una mano tesa a chi non vuole il loro trasferimento.

“Nel preparare ogni giorno un pasto caldo, incontriamo innanzitutto persone, con una strada faticosa da vivere, che cercano uno spiraglio di futuro. Trovare questo spiraglio sicuramente dipende dai nostri ospiti, qualcosa forse dipende da noi e dalla efficacia del nostro lavoro, ma certamente non basta: abbiamo tutti bisogno di uno spazio in cui sentirci almeno un po’ a casa. Ci auguriamo che questo possa realizzarsi in ogni quartiere, in ogni città. Facciamo quindi un invito all’incontro, rivolto a chiunque voglia conoscerci, condividere le proprie attese, speranze e paure e incontrare le persone che frequentano i nostri spazi; vi aspettiamo volentieri, convinti che dalla conoscenza e dagli incontri si possono sciogliere paure e pregiudizi”.

Intanto, il primo cittadino ha annunciato che incontrerà i promotori della petizione, spiegando poi che Cristo Re, il quartiere dove si trasferirà temporaneamente il Punto d’Incontro, è il quartiere di don Guido Avi, il parroco degli ultimi, sempre prodigo in opere di carità. “A Trento non ci sono quartieri ghetto, le strutture di accoglienza sono diffuse e non portano degrado, non è la povertà ad essere criminogena. Lo è piuttosto l’assenza di risposte di chi si trova in difficoltà, lo sono la clandestinità e la segregazione. Non è buonismo, è pragmatismo” il commento di Ianeselli.

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