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In Trentino 60mila pensionati con meno di mille euro

Secondo il segretario Spi Cgil Gasperini "la Giunta deve rivedere l'indicizzazione Icef e il costo dei servizi" così come il reddito di garanzia: "chi lo percepisce rischia di vedersi decurtata l'integrazione nazionale"

"Sono circa 60mila i pensionati in Trentino che vivono con meno di mille euro al mese, il 42,3% dei circa 142mila pensionati della nostra provincia fa affidamento su trattamenti ancora troppo miseri per vivere." A dirlo è il segretario generale dello Spi Cgil Enzo Gasperini citando uno studio, riferito al 2011, del Servizio Statistica della Provincia, chiedendo alla Giunta un impegno concreto: "urgono misure per garantire un miglioramento della condizione economica delle pensionate e dei pensionati in Trentino, a partire dall'indicizzazione dell'Icef; non è giustificato che, a fronte di aumenti puramente nominali degli assegni previdenziali, i pensionati vedano ridursi i benefici tariffari garantiti a chi ha soglie Icef basse."

Infine per lo Spi va risolta anche la questione del reddito di garanzia: "ne beneficiano anche molti pensionati al minimo che però, percependo l'intervento provinciale, rischiano di veder decurtata dall'Inps l'integrazione nazionale. Bisogna agire quindi sulla normativa del reddito di garanzia per evitare che con una mano si dia qualcosa al pensionato e con l'altra si tolga. Di tutto questo siamo pronti a discutere con la nuova giunta provinciale".  

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