Venerdì, 19 Luglio 2024

Anziano legato e rapinato, bandito scoperto grazie a Dna e tabulati telefonici

La violenza aggressione ad un 73enne nella sua abitazione, a Onigo di Pederobba, era avvenute nel dicembre 2022. L'autore è un 57enne di Trento, già in carcere: ad incastrarlo le indagini dei carabinieri di Montebelluna e alcune tracce lasciate su un mozzicone di sigaretta e un bicchiere

Un mozzicone di una sigaretta e alcune tracce lasciate su un bicchiere con cui aveva bevuto. E' grazie all'analisi del Ris di Parma su questi reperti e all'analisi dei tabulati telefonici che è stato possibile identificare con certezza l'autore di una brutale rapina in casa, avvenuta nel dicembre del 2022 e che aveva visto come vittima un agricoltore in pensione che ha oggi 73 anni e vive a Onigo di Pederobba, in una zona isolata. I carabinieri della Compagnia e del nucleo radiomobile di Montebelluna, coordinati dal pubblico ministero Gabriella Cama, sono riusciti a identificare il bandito, colpito da un'ordinanza del gip del tribunale di Treviso un 57enne di Trento che si trova già attualmente in carcere per reati riguardanti il possesso di armi. La notifica è avvenuta qualche giorno fa.

La rapina del dicembre 2022

Il malvivente aveva adescato la vittima avvicinandosi alla sua abitazione con la scusa di chiedere delle indicazioni stradali ed approfittando della disponibilità dell’anziano, che l’aveva accolto in casa e gli aveva anche offerto da bere, l’aveva sorpreso alle spalle, colpendolo, violentemente e ripetutamente, alla nuca, con un tubo di ferro, fino a tramortirlo. Poi lo aveva incappucciato, minacciato di morte con una roncola di ferro ed infine lo aveva immobilizzato, legandogli i polsi ad una scaffalatura sul retro della cucina. Dopodiché impossessatosi di denaro contante, per l’ammontare di circa 900 euro, si era dileguato repentinamente. L'anziano, dopo essersi liberato dai lacci con cui era stato legato, ha lanciato l'allarme ai carabinieri, raccontando quanto gli era accaduto. All'epoca il 73enne ha dovuto ricorrere alle cure mediche: aveva riportato lesioni per circa 40 giorni di prognosi.

Le indagini e l'identificazione del rapinatore

L’autore della rapina è un cinquantasettenne di Trento, gravato da plurimi precedenti penali per delitti contro il patrimonio, a cui i militari dell’Arma sono giunti dopo diversi mesi di incessante attività info-investigativa che ha permesso di individuare l’indagato, somaticamente corrispondente alle descrizioni fornite dalla vittima. Sono state condotte anche indagini tecniche, attraverso l’analisi e l’incrocio di numerosi dati ricavati dai tabulati di traffico telefonico e di cella. Ed inoltre le risultanze degli accertamenti di laboratorio esperiti sul materiale repertato durante il sopralluogo sulla scena del crimine, hanno restituito, con esattezza, il profilo genetico dell’indagato. Il Gip del Tribunale di Treviso, sulla scorta degli elementi indiziari raccolti dai Carabinieri ed evidenziati dalla Procura della Repubblica, ha emesso nei giorni scorsi un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere a carico del soggetto, che è stata eseguita dai militari dell’Arma di Montebelluna, nelle scorse ore, nella casa circondariale di Trento, dove si trovava già recluso.

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