Cronaca

Spaccio e sfruttamento della prostituzione: sei arresti tra Trento e Verona

Le indagini dei carabinieri sono partite dalle verifiche effettuate su una prostituta bolzanina trentenne che veniva sfruttata in Corso Buonarroti a Trento

Le persone arrestate dai carabinieri

I carabinieri del Comando provinciale di Trento hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 6 persone, 1 italiano e 5 magrebini, per i reati di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, mentre solo per uno è stato contestato il reato di favoreggiamento e sfruttamento alla prostituzione. Un'altra persona era stata arrestata lo scorso aprile. L’operazione - chiamata 'Panorama Trènt' - è scattata questa mattina all'alba, ma i primi accertamenti sono iniziati lo scorso febbraio. Le persone arrestate, affermano gli inquirenti, erano tutte orbitanti tra il centro storico di Trento e la Valpolicella, e sono responsabili dello smercio al dettaglio di cocaina ed eroina per un totale di oltre 100 cessioni. Un italiano 42enne è stato sottoposto invece alla misura degli arresti domiciliari per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. A lui sarebbe spettato il compito - affermano gli inquirenti -  di rassettare l'abitazione dove la dona accoglieva i suoi clienti. 

Le indagini dei carabinieri sono partite dalle verifiche effettuate su una prostituta bolzanina trentenne che veniva sfruttata in Corso Buonarroti a Trento: l'occhio degli investigatori si è posato su un cittadino marocchino di 34 anni, ed un 38enne tunisino, che cedevano alla giovane prostituta, ma anche a diversi clienti di Trento, eroina e cocaina. I due erano riforniti - sostengono gli inquirenti - da un marocchino cinquantenne residente in Valpolicella, nel veronese, che avrebbe svolto il ruolo di corriere della droga da Sant’Ambrogio e Domegliara sino a Trento. L'uomo era stato già arrestato lo scorso aprile con 10 grammi di cocaina purissima che l’Arma ha prontamente intercettato e sequestrato.

Le investigazioni sono consistite anche in lunghi appostamenti sui treni della tratta regionale dal veronese al Trentino su cui venivano spostate le partite di cocaina ed eroina. In questo modo è stato identificato un complice ritenuto dagli inquirenti "valido" sostituto del già arrestato 50enne, a capo della banda. I suoi contatti costanti proprio in Valpolicella hanno consentito di individuare i maggiori approvvigionatori di stupefacenti che dal veronese venivano convogliati su Trento città, entrambi extracomunitari, uno residente nel bresciano ma attivo su Verona e l'altro residente a Domegliara, ritenuto dagli investigatori vero e proprio gestore degli smerci in Valpolicella e nella bassa veronese, dove orientava maggiormente i suoi illeciti interessi. 

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