Palù del Fersina: "Delibera approvata perché l'assessore è proprietario"

La delibera sarebbe stata approvata "alla presenza di un assessore direttamente interessato dall'opera stessa essendo proprietaria, da sola, con il marito e con familiari, di numerose particelle sottoposte ad esproprio" per poi farci una strada agricola

Un iter burocratico durato 10 anni con stop, ripartenze e rinvii, fino ad una delibera comunale che da' il via libera, per realizzare  una strada agricola che permette l'accesso ad una abitazione civile di un unico proprietario, che da oltre un decennio vive presso la Casa di Riposo di Pergine Valsugana. Un'opera che potrebbe essere "testa di ponte per scopi ben diversi da quelli agricoli o silvo-pastorali, ovvero di espansione edilizia". Succede in valle dei Mòcheni, a Palù del Fersina, dove dal 2003 si ripropone la realizzazione di una strada agricola per cui il 23 gennaio 2013 il Comune ha approvato un progetto esecutivo da 561mila euro, malgrado numerosi agricoltori abbiano "dichiarato che non sono assolutamente interessati ad una ulteriore viabilità in loco". Non solo, la delibera sarebbe stata approvata "alla presenza di un assessore direttamente interessato dall’opera stessa essendo proprietaria, da sola, con il marito e con familiari, di numerose particelle sottoposte ad esproprio".

Della vicenda si è occupato il consigliere provinciale del Pd Michele Nardelli, che ha presentato un'interrogazione per chiedere alcuni chiarimenti. In particolare "se si ritenga utile costruire una strada agricola per l’accesso ad una abitazione civile che risulta disabitata da più di un decennio". Ma anche se corrisponde al vero che la delibera del 23 gennaio 2013, adottata dalla Giunta comunale Palù del Fersina, in cui è stato approvato in linea tecnica il progetto esecutivo relativo all’opera con integrazione dell’impegno di spesa per espropri, è stata approvata "alla presenza di un assessore direttamente interessato dall’opera stessa essendo proprietaria, da sola, con il marito e con familiari, di numerose particelle sottoposte ad esproprio".

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"E’ fuori di dubbio che un’agricoltura che si può ben definire “eroica e dedita a mantenere l’agricoltura silvo-pastorale anche in alta montagna” merita rispetto e investimenti capaci di preservarla e farla proseguire anche in futuro. Quello che in tale intervento lascia perplessi - scrive Nardelli - è il fatto che gli agricoltori, iscritti alla “prima” categoria, che in quel luogo sono proprietari di molti terreni coltivati, ad uso pascolo e prati da sfalcio, hanno dichiarato che non sono assolutamente interessati ad una ulteriore viabilità in loco, considerato che i percorsi storici esistenti, costituiti da piste perfettamente integrate nel territorio (alcuni dei quali hanno visto una loro sistemazione in anni recenti), sono più che sufficienti per eseguire i lavori agricoli. Una seconda perplessità sollevata è che l’uso di nuovo suolo agricolo, necessario alla realizzazione della strada in questione, è molto e in virtù della polverizzazione delle particelle, a più di un agricoltore non converrà più provvedere allo sfalcio dei prati. Non vorremmo, infine, che la realizzazione di quest'opera viaria diventasse la testa di ponte per scopi ben diversi da quelli agricoli o silvo-pastorali, ovvero di espansione edilizia".

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