Il sigillo della città di Trento consegnato a padre Livio Passalacqua

Fondatore nel 1962 della comunità di Villa S. Ignazio, il gesuita triestino è stato premiato con l'Aquila ardente di San Venceslao, consegnata dal sindaco Andreatta. L'opera da lui fondata ha attraversato nei decenni i cambiamenti sociali e culturali della città fornendo un luogo di dialogo ed accoglienza a favore di tutta la cittadinanza

L'Aquila di San Venceslao, antico sigillo della città di Trento, è stata consegnata ieri dal sindaco Alessandro Andreatta a padre Livio Passalacqua, fondatore ed animatore della comunità di Villa S. Ignazio alle Laste. Un riconoscimento che, comeha sottolineato il gesuita, va a premiare non solo una persona: "sono solo il prestanome" ha detto scherzando e suscitando ilsorriso nellemolte persone convenute a seguire la cerimonia a palazzo Geremia "in realtà c'è una moltitudine di persone alle quali oggi viene consegnata questa onoreficenza".

Padre Passalacqua, triestino classe 1925, ha operato a Trento come superiore della comunità dei gesuiti dal 1962 al 2012. Come è stato ricordato nella "laudatio" letta dal vicepresidente della Fondazione S. Ignazio Pompeo Viganò, padre Livio ha saputo osservare i cambiamenti sociali della città fornendo risposte ai bisogni sociali, culturali ed economici: nata come casa di esercizi spirituali la villa dei gesuiti diede ospitalità agli emigrati del sud italia nei primi anni '60, fu centro di dialogo e di mediazione durante la rivolta del '68 alla facoltà di Sociologia, fu il primo ente ad introdurre nel 1974 la convenzione con il Ministero della Difesa per impiegare gli obiettori di coscienza alla leva tramite quello che poi diventò il servizio civile.

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La cooperativa Villa S. Ignazio, tutt'oggi attiva insieme alla cooperativa Samuele, fu tra le primissime a costituirsi come impresa di solidarietà sociale fornendo lo spunto per la legge del 1982. L'opera di padre Passalacqua nei suoi 50 anni a Trento ha saputo fornire un punto di riferimento per credenti e non, per persone colpite da vari tipi di sofferenza, da quella sociale a quella psicologica, nonchè un luogo di promozione del volontariato a favore di tutta la città. La dedica sulla pergamena consegnata dal sindaco lo premia quale "instancabile maestro di umanità". 

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