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Lunedì, 17 Giugno 2024
I soccorsi

Laghi, canyon e cattedrali di roccia: cosa si nasconde sotto il Sebino

Ultimi aggiornamenti sulle operazioni di salvataggio

É stata portata fuori dalla grotta Bueno Fonteno alle 13.45 di oggi, martedì 4 luglio, la speleologa Ottavia Piana, 31enne di Adro. Soccorsa da un'imponente mobilitazione degli uomini del Cnsas, è stata affidata ai sanitari dell'eliambulanza e condotta in ospedale per ricevere le cure del caso: nonostante l'infortunio che l'ha bloccata per oltre 48 ore a 150 metri di profondità (pare si sia rotta una gamba), è cosciente e in buone condizioni generali. Da domenica, la giovane si trovava nelle viscere di un sistema carsico da centinaia di cunicoli a pochi passi dal lago d'Iseo.

Gli ultimi aggiornamenti

"Le condizioni ambientali - si legge in una nota del Cnsas diffusa martedì mattina - rendono le manovre molto complesse, anche per la pioggia di stanotte che ha parzialmente interessato anche l'interno. L'incremento della portata d'acqua sui salti verticali ha reso impraticabile la zona sopra il pozzo da 50 metri. In mattina ha ripreso a piovere ma la progressione è in una zona meno interessata dallo scorrere dell'acqua. La barella è in trasporto lungo il meandro che precede i saltini prima dell'uscita. Le condizioni dell'infortunata sono stabili, medico e infermiere sono costantemente in contatto con la barella".

Cosa si nasconde sotto terra

Le grotte di Bueno Fonteno fanno parte del "Progetto Sebino", un raggruppamento di associazioni speleologiche che da anni ormai proseguono nel vasto progetto di ricerca sull'area carsica che si estende tra la Val Cavallina e la costa bergamasca del Sebino. Il grande abisso Bueno Fonteno viene individuato la prima volta nel 2006: gli speleologi impegnati nelle esplorazioni di allora si trovarono quasi all'improvviso catapultati in un gigantesco nuovo mondo sotterraneo.

Negli anni successivi viene scoperto anche l'abisso Nuova Vida (siamo nel 2012): le indagini sotterranee, senza sosta, hanno permesso ad oggi di misurare un complesso carsico di circa 32 km, uno dei più lunghi d'Italia, senza contare che le prospettive esplorative inquadrano all'orizzonte altre decine e decine di gallerie e ambienti tutt'ora da esplorare. È stato avviato anche il progetto "100 km di abissi", per ricostruire la connessione tra entrambe le valli in cui sarebbe presente un unico bacino di raccolta che coinvolgerebbe tutto il Sebino occidentale, esteso appunto su circa 100 kmq nelle profondità della terra, tra laghi, canyon e cattedrali di roccia.

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