Stelvio, le associazioni sul piede di guerra: "La Provincia di Trento in contrasto con le leggi nazionali"

Dal WWF al Cai, da Legambiente ad Italia Nostra: la prima riunione dell'Osservatorio sul Parco apre la battaglia delle associazioni ambientaliste contro il Ddl della Provincia

Mancanza di un garante esterno, squilibrio verso le rappresentanze locali, addirittura in contrasto con la  legge quadro e con l'articolo 117 della Costituzione. Sono queste le  preoccupazioni emerse durannte il primo incontro dell'Osservatorio, formato dalle maggiori associazioni ambientaliste nazionali, sul Parco dello Stelvio, una delle più grandi aree protette del territorio nazionale dove ormai il Ministero dell'Ambiente ha un ruolo pressochè marginale.

In futuro si potrà cacciare o aprire una cava nel parco? Con il Ddl  provinciale nulla lo vieterebbe. CAI, CTS, Fondo Ambiente Italiano, Federazione Pro Natura, Italia Nostra, Legambiente, LIPU,  Mountain Wilderness, Touring Club Italiano, WWF lanciano l'allarme per quella che è vista come una pericolosa deriva localista contenuta nel Ddl della Provincia autonoma di Trento per definire il futuro assetto del parco. Il Ddl  permetterebbe alla Provincia  di promuovere accordi transfrontalieri, di istituire un Comitato provinciale che rende irrilevante la presenza delle associazioni, senza prevedere alcuna orma di coordinamento con gli altri territori del parco.

Inoltre il Piano Parco risulterebbe subordinato a strumenti di pianificazione di rango inferiore come Ptc e Prg prevedendo quindi la concessione di deroghe scavalcando di fatto  i divieti imposti dalla legge quadro nazionale sule aree protette del 1991. In particolare le associazioni sono preoccupate per il rispetto del divieto di caccia e di raccolta di specie vegetali, di modifica di corsi d'acqua, di attività estrattive del sottosuolo e di sorvolo con velivoli non autorizzati. Le sigle più autorevoli dell'ambientalismo italiano insomma hanno aperto la partita dello Stelvio sul piede di guerra. 

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