L'Ossario di Rovereto cade a pezzi, pronto il restauro ma il tempo stringe

Il monumento è dell'Esercito, che anni fa aveva consegnato la gestione delle visite all'ANA. Ora la Provincia darà il via ai lavori, in vista dell'Adunata di maggio, forse troppo tardi

L'interno del monumento, inagibile

Versa in condizioni che non fanno onore ai circa 20.000 militari italiani, austriaci, ungheresi e cecoslovacchi sepolti in quel luogo tanto celebrato quanto, ultimamente, dimenticato. L'ossario di Castel Dante a Rovereto è in condizioni pietose. Una situazione disdicevole in vista delle celebrazioni per la fine della Grande Guerra, nel novembre 2018, e prima ancora dell'Adunata degli Alpini. Furono proprio questi ultimi ad aprire le porte dell'ossario ai visitatori, nella primavera 2015, grazie a turni di volontari. 

La  pproprietà del monumento è però ancora di Onorcaduti, l'organismo dell'esercito predisosto al ricordo dei caduti, che alza "bandiera bianca". I soldi per ridare un po' di dignità all'ossario non ci sono. Ci pensa la Provincia, che intende realizzare lì il famoso "memoriale" a ricordo di tutti i trentini caduti nella Grande Guerra, ma il tempo corre: "Il progetto esecutivo è stato approvato l'11 dicembre 2017 e si stanno ora predisponendo le procedure per l’affidamento dei lavori. L'amministrazione si è inoltre già fatta carico, con carattere di urgenza, della messa in sicurezza del portale di accesso all’Ossario e sono in corso valutazioni in ordine al suo definitivo restauro". 

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