Aggrediti dall'orso, una delle due vittime: "Abbatterlo? No, ero io ad e essere nel suo habitat"

Persino una delle due vittime dell'aggressione si è dichiarata contraria all'abbattimento, che ormai è stato deciso irrevocabilmente dalla Giunta

Anche Christian Misseroni, una delle due vittime dell'aggressione da parte dell'orso avvenuta sul Monte Peller, è contrario all'abbattimento dell'animale. I fatti sono noti: il ragazzo si trovava insieme al padre nei boschi, per recarsi ad un capanno di caccia, quando il plantigrado è sbucato dalla vegetazione e li ha assaliti infliggendo loro, in pochi secondi, ferite che avrebbero potuto avere conseguenze fatali. In seguito all'episodio il governatore del Trentino Fugatti ha emanato un'ordinanza che, questa volta, non parla di cattura ome avvenuto per M49 ma di abbattimento

"Abbatterlo? No. Ero io ad essere nel suo habitat e non viceversa". Questo è quanto ha dichiarato Christian Misseroni all'emittente locale Rttr. Il problema, semmai, è che negli anni il Monte Peller è diventato sempre più meta per passeggiate, sia da parte dei trentini che dei turisti, e contemporaneamente area di diffusione degli orsi: solo nella primavera 2020 sono state 3 le segnalazioni di orse con cuccioli in zona. Se l'orso che ha aggredito padre e figlio lunedì scorso sia una femmina, con o senza cuccioli, o un maschio che ha agito per altri motivi lo diranno le analisi genetiche della Fondazione Mach. Nel frattempo, però, la sua sorte sembra già essere stata decisa. 

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