Caccia a M49, Fugatti: "In un anno 16 tentativi di intrusione in baite e stalle"

La Provincia diffonde dati e foto che testimoniano intrusioni in edifici dove avrebbe potuto esserci l'uomo

La zampata dell'orso sulla finestra di una baita in Val di Borzago il 28 marzo 2019

L'orso M49 è pericoloso per l'uomo: in due anni ha provato per 16 volte ad introdursi in edifici. Non si tratta solamente dell'esemplare responsabile di circa la metà dei danni da orso registrati nell'ultimo anno in provincia di Trento, ma di un pericolo per l'uomo. Questo il messaggio che esce dalla conferenza stampa tenutasi presso il Palazzo della Provincia con il presidente Maurizio Fugatti, accompagnato da ben cinque assessori e dai dirigenti dei servizi competenti.

Mentre nella zona frequentata da M49, tra la Val di Daone e la Val di Borzago, si sta tendando la cattura, prevista dall'ordinanza firmata dal governatore, a Trento si danno i numeri per descrivere la situazione di "assoluta pericolosità" che ha portato la Giunta a decidere per la "rimozione" dell'orso problematico. I tentativi di intrusione registrati nel 2019 sono stati 16, in 10 luoghi diversi nei comuni di Sella Giudicarie, Porte Rendena, e Pelugo. A questi vanno aggiunti altri due tentativi nel 2018. Significa che in qualche caso l'orso ha tentato più volte l'intrusione nello stesso luogo, dimostrando una familiarità che può rendere l'idea di come la questione venga vissuta in quei luoghi.

Intrusione in edifici: pericolo per l'uomo

Di questi 16 tentativi ben 6 si sono svolti in abitazioni: si tratta di baite di montagna, "abitate, anche solo stagionalmente" come prevede il Pacobace citato in conferenza stampa, il piano di azione adottato dall'Ispra per la gestione dell'orso a livello nazionale. La baita Pumplumer a Sella Giudicarie è stata teatro di ben due tentativi di intrusione. Le foto diffuse dalla Provincia sono abbastanza impressionanti: vetri rotti, zampate sulle finestre, chiavistelli sfondati.

Altri 10 tentativi di intrusione riguardano stalle, fienili, caseifici. Luoghi dove pastori e allevatori lavorano quotidianamente. In tre casi si parla di intrusione vera e propria, in particolare a Malga Arnò nella Val di Breguzzo, dove l'orso è entrato per due volte nella stalla. In un caso, ad oggi l'unico, c'è stato anche un contatto, fortunatamente non ravvicinato, con l'uomo: l'operaio della stalla si è ritrovato di fronte l'animale, entrato da un finestrone.

Le foto: finestre rotte, porte sfondate

Perchè si è atteso fino ad adesso per mostrare questi dati e queste immagini? Non è dato sapere. Nel braccio di ferro tra Provincia e Ministero, ma soprattutto nei confronti dell'opinione pubblica, si tratta di dettagli importanti. Sul piano giuridico i tentativi di intrusione giustificano un intervento da parte dell'ente pubblico, con "captazione o abbattimento". E' quanto previsto nel già citato Pacobace.

In due anni la forestale ha messo in atto 15 interventi di dissuasione: in 6 casi c'è stato un incontro con l'orso e sono stati anche sparati proiettili di gomma. Interventi che, evidentemente, non hanno funzionato e che hanno portato all'ordinanza di cattura: in questi giorni la "squadra catture" della Forestale provinciale è in azione con tre trappole a tubo, supportata da personale tecnico del Servizio Foreste e Fauna e da un veterinario dell'Azienda sanitaria.

Questa volta niente anestetico

Le guardie forestali non sono armate, ha assicurato il dirigente, e si è preferito per ora non ricorrere all'anestetico per la cattura. Il presidente Fugatti ha ringraziato i dirigenti del Servizio: "E' una struttura fortemente competente, che sa cosa fare". I dirigenti sono gli stessi a capo del Servizio nella scorsa legislatura, segnata dal caso Daniza e dalla gestione dell'orso contro la quale più volte si scagliò lo stesso Fugatti.

Certo, le scelte, allora come oggi, sono anche politiche. Quello che, allora come oggi, sembra non essere cambiato è il ruolo "esterno" del Ministero che, pur non approvando, di fatto aspetta che sia la Provincia a muoversi. Un'apertura da parte del ministro Costa sembra esserci: in una nota dell'Ansa definisce "legittima" l'ordinanza, pur non approvandola, a livello personale.

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