Fuga di M49: si dimette il capo della Guardia Forestale

Romano Masè, storica guida del Corpo forestale provinciale, si è dimesso. Intanto l'orso è ancora sulla Marzola

Mentre l'orso M49 è ancora a "piede libero" sulla Marzola il capo dei forestali trentini Romano Masè ha rassegnato le dimissioni. "Mi assumo le responsabilità di quanto accaduto" ha scritto il comandante. Lascia il Corpo forestale provinciale dopo averlo diretto per 15 anni ed aver guidato tutte le operazioni che riguardano gli orsi in Trentino. Era entrato nella forestale, allora 27enne, nel lontano 1989. Lo vicenda ha inevitabilmente portato il Trentino, di nuovo, sotto i riflettori: si tratta della seconda fuga dell'animale dallo stesso recinto. La prima fu un anno fa, quando il plantigrado scavalcò tre recinzioni elettrificate del Centro faunistico del Casteller. 

Il presidente della Provincia Fugatti ha immediatamente accolto le dimissioni. "È sicuramente una scelta difficile - ha detto - che va anzitutto rispettata, perché l'impegno e la dedizione di un professionista qual è il dottor Masè, merita rispetto accanto al ringraziamento per quanto fatto. Ma è anche, vorrei aggiungere, una scelta che va apprezzata perché denota un profondo senso di lealtà nei confronti delle istituzioni”

Questa volta l'orso non solo ha scavalcato due recinzioni, ma avrebbe forzato la terza, piegando i tondini di ferro da un centimetro fino ad aprirsi un varco e scappare. La recinzionie metallica è stata analizzata dai tecnici dell'Ispra e si è in attesa di un parere ufficiale. Nel frattempo l'orso è ancora sulla montagna che sovrasta la città, in un'area circoscritta grazie al segnale che arriva dal radiocollare, e presidiata dai forestali. Il segnale radio, tuttavia, non permette di identificare con precisione il punto in cui si trova l'animale, come potrebbe essere se fosse un segnale Gps. 

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