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Orso, lettera di Pacher al ministro Clini: rivedere il Piano di conservazione

La popolazione di orsi è ormai prossima alla soglia di minima popolazione vitale indicata nello Studio di fattibilità che precedette il progetto (50 esemplari), dunque in condizioni ben diverse da quelle iniziali: ora è necessario un aggiornamento

"Ridefinire le tipologie degli atteggiamenti problematici e delle conseguenti azioni di controllo previste dal “Piano d’Azione Interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno nelle Alpi Centro-Orientali” (PACOBACE), sulla base di un’analisi e di una proposta modificativa condivise tra gli Enti territoriali, il Ministero dell’Ambiente ed Ispra e garantire agli Enti territoriali chiamati a gestire la specie la necessaria autonomia operativa nella gestione della popolazione ursina presente sul territorio alpino ed in particolare degli orsi classificati “problematici”. Le attività condotte dagli Enti risponderanno a criteri predeterminati ed autorizzati dal Ministero dell’Ambiente e saranno sottoposte ad una verifica ex  post da parte del Ministero stesso. Lo chiede il presidente della Provincia di Trento Alberto Pacher nella lettera inviata oggi al ministro dell'Ambiente Corrado Clini. Le Province autonome di Trento e di Bolzano, la Regione Lombardia, la Regione Veneto e la Regione autonoma Friuli Venezia Giulia hanno infatti ratificato la richiesta di aggiornamento del Piano d’Azione interregionale per la Conservazione dell’Orso Bruno sulle Alpi Centro-Orientali e dato mandato al presidente della Provincia autonoma di Trento affinché tale richiesta venga formalmente presentata al Ministero. Con una lettera inviata oggi il presidente Alberto Pacher ha pertanto chiesto un incontro con il ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Corrado Clini per illustrare i contenuti della richiesta.

Nella lettera si fa riferimento alle "situazioni problematiche" registrate nel corso degli anni su singoli esemplari, episodi che hanno certamente contribuito al deterioramento del grado di accettazione della specie e che richiedono una "rivisitazione urgente" dei criteri che regolano la gestione della quota più problematica della popolazione di orso (i cosidetti orsi problematici appunto) in modo da ridurne l’impatto negativo sulle attività antropiche e dunque sul relativo grado di accettazione della popolazione residente, con possibili ricadute negative sulla stessa conservazione dell’orso. Ciò anche avuto riguardo al fatto che la popolazione di orsi è ormai prossima alla soglia di minima popolazione vitale indicata nello Studio di fattibilità che precedette il progetto (50 esemplari), dunque in condizioni ben diverse da quelle presenti al momento della stesura del Piano d’azione che necessita di un aggiornamento.
 

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