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Orsi, Zanotelli: "Cattura sempre meno sostenibile, l'abbattimento sarà un'opzione inevitabile"

Le dichiarazioni dell'assessora alle Foreste sulla base del rapporto elaborato da Ispra e Muse

L'abbattimento degli orsi problematici nei prossimi anni sarà "un'opzione inevitabile". Con questo ossimoro l'assessore all'Agricoltura e Foreste Giulia Zanotelli commenta le conclusioni del rapporto redatto da Ispra, in collaborazione con il Muse di Trento, sugli orsi trentini. Secondo le previsioni contenute nel documento la popolazione di plantigradi è destinata a raddoppiare nei prossimi anni. L'anomalia trentina è rappresentata dal fatto che tutti gli esemplari sono concentrati in nella parte occidentale del territorio e non è scatatta la diffusione in altre zone delle Alpi inizialmente prevista dal progetto di ripopolamento.

Per questo gli incontri con l'uomo si sono fatti sempre più frequenti negli anni. Incontri che, nei casi estremi, hanno portato alle ordinanze di abbattumento e di cattura. Attualmente il Centro Faunistico del Casteller ospita, non senza polemiche da parte del mondo ambientalista e dello stesso ministro Sergio Costa, tre orsi considerati problematici. Ma è evidente che in caso di nuove ordinanze di cattura lo spazio potrebbe non bastare. "La cattura e la captivazione degli esemplari problematici, al contrario, potrebbe diventare nel prossimo futuro insostenibile", spiega Zanotelli.

Un orso "problematico" all'anno

Il rapporto prevede che ogni anno il Trentino avrà a che fare con almeno un esemplare "problematico", come già successo negli anni scorsi con Daniza, M4, M6, Kj2M49 ed M57. Un ottimo "candidato" per il 2021 potrebbe essere il giovane maschio che, non essendo andato in letargo, si è reso protegonista di ripetute incursioni nei paesi della Val di Non, arrivando ad uccidere un vitello in una stalla. Negli ultimi 20 anni, infatti, sno stati 19 gli orsi che hanno mostrato comportamenti aggressivi o confidenza con luoghi abitati. E' lecito pensare che sarà così anche in futuro: anzi, con il raddoppio della popolazione ursina previsto dal rapporto, potrebbero esserci due esemplari "problematici" ogni anno. 

Risulta pertanto essenziale e prioritario continuare con  gli sforzi per prevenire l’insorgenza di comportamenti potenzialmente pericolosi ed il verificarsi di condizioni di rischio. In particolare si dovrà ridurre  ulteriormente la probabilità di condizionamento alimentare e di avvicinamento a centri abitati e altre strutture umane, tramite la diffusione dei cassonetti per i rifiuti anti-orso, l'attenta gestione degli scarti dei ristoranti in tutte le aree di presenza, le iniziative di comunicazione e informazione rivolte sia ai residenti che ai turisti e così via", si legge in una nota della Provincia.

"Tutti questi sforzi - prosegue la nota - non possono tuttavia escludere l’insorgenza nei prossimi anni di circa un animale all’anno con comportamenti pericolosi, che potrebbe richiedere la rimozione nei casi in cui le altre azioni previste (già contenute nelle linee guida provinciali e nel Pacobace) si rivelassero inefficaci. La cattura e la captivazione degli individui  problematici, potrebbe diventare invece insostenibile, per ragioni riguardati non solo i costi elevati ma soprattutto la criticità del benessere degli animali e l’impossibilità in futuro di procedere ad una loro rimessa in libertà". 

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