Progettazione condivisa: l'Ordine degli Ingegneri propone un tavolo comune

Confronto tra gli attori della filiera dell'edilizia in occasione del seminario sul Building Information Modelling, promosso dall'Ordine degli Ingegneri della provincia di Trento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di TrentoToday

Prospettive della progettazione in Trentino: dall'Ordine degli Ingegneri la proposta di un tavolo di lavoro con tutti gli attori della filiera delle costruzioni

La progettazione sta vivendo un momento di profondo cambiamento che vede l'ingresso di una nuova modalità di lavoro, fortemente voluta dall'Europa e al centro del dibattito del settore anche a livello locale. Ciò a cui si fa riferimento è il BIM- Building Information Modelling, nuova metodologia che trae origine dal processo di progettazione e costruzione anglosassone e che fa riferimento allo sviluppo e all'analisi di modelli multidimensionali virtuali. Questo nuovo approccio, destinato a diventare uno standard condiviso e obbligatorio, mostra notevoli vantaggi legati alla possibilità di gestione dell'intero processo edilizio, dal progetto fino alla manutenzione. Il maggiore sforzo in fase progettuale richiesto dal BIM può tradursi, nel tempo, in un vantaggio in termini di costi e tempi, grazie a una pianificazione meticolosa che riduce le varianti e permette di valutare, fin dal principio, l'opera nel suo insieme.

Si tratta di un cambiamento profondo che desta ancora qualche preoccupazione, di cui si è parlano martedì 26 gennaio nel corso del seminario condotto dall'ing Alessandro Orsi e della successiva tavola rotonda, cui hanno preso parte gli attori della filiera dell'edilizia. L'evento è stato promosso dall'Ordine degli Ingegneri della provincia di Trento su iniziativa di Debora Cont, vicepresidente dell'Ordine e moderatrice del confronto di martedì, alla presenza di numerosi partecipanti e di tutti i presidenti del mondo trentino delle costruzioni. Un'occasione unica, che ha portato alla nascita di alcune proposte concrete, tra cui quella della creazione di un tavolo di lavoro dedicato che riunisca tutti gli attori del settore.

L'incontro è stato aperto da Maurizio Costantini, professore dell'ateneo trentino (Ingegneria civile e Architettura), che ha parlato dell'uso di questa nuova modalità nella formazione universitaria, una carta vincente anche per la ricerca del lavoro da parte dei nuovi laureati. La parola è poi passata al presidente dell'Ordine degli ingegneri del Trentino Antonio Armani che ha sottolineato come "Il BIM sia una sfida importante che vogliamo cogliere. Questo sistema per essere efficiente non può coesistere, però, con la logica del massimo ribasso - ha detto Armani: - la fase di progettazione va valorizzata a riconosciuta". Mario Giovanazzi, tesoriere dell'Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti, conservatori della provincia di Trento, ha espresso vivo entusiasmo verso la prospettiva dell'obbligatorietà di questo sistema, a patto che vengano affrontate le varie problematiche rilevate da chi lo utilizza. La voce dei costruttori è stata portata da Giulio Misconel, alla guida dell'Ance del Trentino, che ha sottolineato l'importanza di un cambiamento graduale che dia il tempo alle imprese di formarsi in modo adeguato. Roberto De Laurentis, presidente dell'Associazione artigiani e piccole imprese della provincia, ha spiegato come proprio le realtà di dimensioni ridotte siano spesso quelle più attive nei processi di innovazione, tra cui quello oggetto del convegno: "una grande forma di certificazione, che sprona a lavorare insieme".

Raffaele de Col, Dirigente generale del Dipartimento infrastrutture e mobilità della Pat, ha lodato l'organizzazione dell'iniziativa, parlando di questo nuovo standard di progettazione come di un sistema in grado di valorizzare le imprese serie, riportando il progetto al centro e contrastando, quindi, la mera logica del risparmio. Il nuovo sistema BIM sarà introdotto in modo graduale, ha spiegato, a partire dalle opere di grandi dimensioni, già dal 2018. I vantaggi sono molti, tra cui la diminuzione delle varianti in corso d'opera su cui in futuro saranno notevolmente ristretti i margini, come spiegato anche da Paride Gianmoena, presidente del Consiglio delle Autonomie. "I comuni stanno affrontando importanti cambiamenti organizzativi in questo momento storico; cambiamenti che potranno renderci più pronti a recepire e attuare l'innovazione" ha concluso Gianmoena.

Info: ordineingegneritn.it

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