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Dal consumo al banco nei bar ai negozi aperti nel weekend: ecco i divieti che decadono

Fugatti ha annunciato di non voler rinnovare la precedente ordinanza, che scade il 3 dicembre. Ecco i divieti che vengono meno

In attesa del nuovo Dpcm (qui la bozza) in Trentino decadono alcune norme che erano state fissate da un'ordinanza del presidente della Provincia autonoma. Si tratta di norme che erano ulteriormente restrittive rispetto a quanto previsto a livello nazionale per una zona gialla qual è, fino ad oggi, il Trentino. Ad elencarle è stato lo stesso governatore, in conferenza stampa. Ecco cosa cambia da giovedì 3 dicembre:

  • decadono le norme sulla chiusura nel weekend di negozi e centri commerciali, significa che a partire dal weekend del 5 e 6 dicembre non ci sarà alcuna limitazione
  • non sarà più in vigore l'obbligo di indossare sempre la mascherina, resta comunque obbligatorio portarla con sè per indossarla sempre quando si è in presenza ravvicinata di altre persone, al di fuori della propria abitazione
  • non ci sarà più il limite di una persona per nucleo familiare all'interno di negozi e supermercati
  • si potrà praticare attività motoria anche all'interno dei centri abitati, sempre nel rispetto del divieto di assembramento (vietati dunque gli sport di contatto e di squadra)
  • vengono meno le norme sui mercati all'aperto, che possono dunque riprendere l'attività, anche se in molti Comuni sono stati sospesi per ordinanza del sindaco
  • decadono alcune limitazioni per i bar ed i ristoranti, quindi sarà nuovamente possibile proporre buffet, fornire il giornale ai clienti, consumare al banco anche dopo le 15, stare più di un'ora e mezza nel locale
  • decade il divieto di consumo di cibi e bevande all'aperto

"Non si torna indietro, semplicemente non rinnoviamo delle restrizioni che avevamo in più rispetto ad una zona gialla, non deve passare un messaggio diverso" ha detto Fugatti. Riguardo al nuovo Dpcm si attende il nuovo giro di consultazioni Stato-Regioni previsto per la giornata di mercoledì 3 dicembre, ma è ormai chiaro che non ci sarà, di fatto, una stagione turistica invernale. "Una legge regionale per la riapertura la sera dei ristoranti e per gli impianti da sci sarebbe una forzatura, il rischio è che il Governo il giorno dopo le te la impugna e, trattandosi di sicurezza pubblica, può vincere al tar - ha commentato Fugatti - Auspichiamo invece un'apertura, anche se solo per una settimana, delle scuole prima di Natale, per fare le "prove generali" di come andrà dopo le vacanze". 
 

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