Operazione contro la 'ndrangheta in Trentino: "Nessun territorio è immune"

A Trento il dirigente anticrimine della Polizia di Stato: "Abbiamo dato un segnale, nessun territorio è al sicuro"

"Con quest'operazione si dimostra per la prima volta che in Italia non ci sono territori immuni dalla 'ndrangheta". Con queste parole il dirigente centrale anticrimine della Polizia di Stato Francesco Messina ha commentato l'esito dell'operazione "Freeland" che, partendo dal Trentino Alto Adige ha portato all'arresto di 20 persone, di cui 8 in Calabria, accusate a vario titolo di far parte di un'organizzazione dedica al traffico di cocaina e di armi. "Credo che la situazione in Trentino Alto Adige sia delicata - ha dichiarato Messina all'Ansa - perchè c'è stata poca sensibilità, ma adesso siamo nelle condizioni di dare segnali. Attraversiamo comunque un momento particolare perché c'è una grandissima crisi di liquidità e c'è grandissima effervescenza in certi contesti". 

La notizia ha avuto, comprensibilmente, una grande eco nell'opinione pubblica trentina, ma anche nei vari settori economici, a partire dai sindacati che chiedono massima attenzione in un momento delicato come questo. “Il diffondersi di interessi della malavita organizzata è ancora più probabile in momenti di grande difficoltà economica, come quello che stiamo vivendo – scrivono i tre segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil-. Le organizzazioni criminali trovano infatti nella difficoltà di imprese e lavoratori terreno fertile dove fare attecchire i loro affari illegali. Per questa ragione, come abbiamo avuto modo di ribadire in recenti incontri con il prefetto Sandro Lombardi e il colonnello della Guardia di Finanza Mario Palumbo, serve massima allerta e grande attenzione, da parte di tutti”.

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Nei confronti della magistratura e delle forze dell'ordine ha rivolto il plauso di tutta la comunità trentina anche il presidente della Provincia Maurizio Fugatti: "La brillante operazione realizzata certifica che anche il nostro territorio regionale non è al sicuro dalla possibilità di radicamento del crimine organizzato. Per questo dobbiamo tenere alta la guardia e continuare a investire nella cultura del rispetto delle regole. Alla Polizia di Stato ed alla magistratura di Trento va la nostra gratitudine e la rinnovata promessa di vicinanza e massima collaborazione, nella consapevolezza che quella che si sta affrontando è una guerra che per essere vinta richiede lo sforzo congiunto delle istituzioni, anche locali, delle forze sociali, del mondo imprenditoriale e di tutti i cittadini che credono nella legalità".

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