menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Operazione «Luna park»: smantellate 16 associazioni dedite alla diffusione di materiale pedopornografico

La polizia  postale infiltra agenti sotto copertura in telegram e whatsapp: identificati oltre 150 gruppi pedofili 432 persone coinvolte in tutto il mondo 81 italiani, 17 arrestati in flagranza

Oltre 300 uomini della polizia Postale dalle prime ore dell’alba di mercoledì 16 dicembre stanno eseguendo perquisizioni e arresti in flagranza in 53 province e 18 regioni italiane per «Luna park» la più imponente operazione di polizia degli ultimi anni contro la pedopornografia online. Nel contesto di questa importantissima operazione, il compartimento polizia Postale e delle Comunicazioni Trentino Alto Adige ha contribuito mediante l’esecuzione di tre perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, condotte nei confronti di altrettanti indagati.

Le indagini

Sono durate due anni di indagini condotte «sotto copertura» sulla rete Internet, la polizia Postale di Milano e del Cncpo (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale) di Roma, coordinati dai Procuratori Aggiunti Fusco e Mannella insieme ai Sostituti Barilli e Tarzia della Procura Distrettuale di Milano, hanno identificato 432 utenti che, sfruttando le potenzialità delle diffusissime applicazioni WhatsApp e Telegram, partecipavano a “canali” e “gruppi” finalizzati alla condivisione di foto e video pedopornografici ritraenti vere e proprie violenze sessuali su minori; gli abusi, in particolare, riguardavano prevalentemente bambine e bambini in tenera età e, in alcuni casi, anche neonati.

Vere e proprie associazioni per delinquere

Dei 159 gruppi individuati dagli investigatori della polizia Postale, 16 erano delle vere e proprie associazioni per delinquere, al cui interno era possibile distinguere promotori, organizzatori e partecipi, con ruoli e compiti ben definiti. Ciascun gruppo era regolato da precise e severe norme di comportamento finalizzate a preservare l’anonimato e, quindi, la “sicurezza” del sodalizio criminale, oltre che dei singoli partecipanti. La violazione di tali regole comportava, infatti, l’espulsione da parte degli amministratori. La lunga e capillare attività di indagine ha consentito di dare un nome ai nick-name utilizzati in rete dai pedofili, portandoli allo scoperto e fuori dall’anonimato della rete.

Gli italiani coinvolti

Sono 81 gli italiani identificati dalla polizia Postale milanese, due dei quali, un ottico con collaborazioni universitarie napoletano di 71 anni e un disoccupato veneziano di anni 20, promuovevano e gestivano gruppi pedopornografici, organizzandone l’attività e reclutando nuovi sodali provenienti da ogni parte del mondo. Quella della trans-nazionalità è una caratteristica che accomuna tutti i gruppi scoperti dagli agenti infiltrati. Sono, infatti, ben 351 gli utenti stranieri coinvolti nell’indagine, per ciascuno dei quali sono state raccolte tutte le tracce informatiche utili alla loro identificazione. Tali elementi, condivisi tramite il servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni con le Agenzie di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di trarli in arresto sia in Europa che nel resto del mondo.

Distribuzione geografica

L’attività svolta ha evidenziato come il fenomeno criminale sia assolutamente trasversale, dal momento che tra gli indagati figurano persone di estrazione sociale ed età molto eterogenee, quali affermati professionisti, operai, studenti, pensionati, impiegati privati e pubblici, di cui un vigile urbano e diversi disoccupati, con età anagrafiche che oscillano tra i 18 e i 71 anni. Con riferimento, infine, al fattore geografico, si segnala che le regioni maggiormente interessate risultano essere la Lombardia e la Campania. In tali territori, infatti, risiede il 35 % degli indagati.
Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email e profili social. Durante le perquisizioni sono stati altresì rinvenuti gli account utilizzati dagli indagati per la richiesta del materiale pedopornografico e un ingente quantitativo di materiale illecito custodito sui supporti informatici sottoposti a sequestro.

Sull’esecuzione di tre perquisizioni personali, domiciliari e informatiche, condotte nei confronti di altrettanti indagati dal compartimento della  polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino Alto Adige, le prime due sono state eseguite ad opera del personale della sezione di Bolzano, rispettivamente nei confronti di un lavoratore stagionale quarantenne dell’altopiano dello Sciliar e di un operaio cinquantenne residente a Bolzano. Nello stesso tempo, personale investigativo della sede compartimentale di Trento ha operato al di fuori dell’ambito territoriale di competenza, in ausilio al Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lombardia, effettuando una perquisizione a carico di un pensionato sessantacinquenne residente in provincia di Bergamo.

L'appello

È questa l’ennesima attività portata a termine dalla polizia Postale che effettua il monitoraggio 24 ore al giorno dell’intera rete Internet a salvaguardia dei minori e di tutte le fasce deboli. La prevenzione e il contrasto al fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori sulla rete vedono in prima linea la Polizia Postale. Per questo motivo è di fondamentale importanza per tutti gli utenti segnalare eventuali contenuti illeciti rinvenuti sul web, rivolgendosi al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni sia mediante il Commissariato Online (www.commissariatodips.it), dove sono proposte linee guida e suggerimenti utili a contenere i rischi presenti in rete, sia attraverso le diverse Sezioni e Compartimenti di Polizia Postale presenti su tutto il territorio nazionale.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Restrizioni, quando ci si potrà spostare tra regioni

Attualità

Due nuovi vaccini anti-Covid in arrivo

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

TrentoToday è in caricamento