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Omosessualità: per il 47% degli studenti ci vuole una legge anti violenza

La maggioranza degli studenti intervistati prende le distanze da atteggiamenti omofobici: se scoprissero l'omosessualità di un conoscente, per la maggior parte dei giovani non cambierebbe nulla (75%)

Per gli studenti trentini l'avversione verso le persone omosessuali (omofobia) è ritenuta diffusa: oltre quattro intervistati su cinque (83%) la ritengono un fenomeno abbastanza diffuso se non addirittura molto. Questo uno dei dati più significativi contenuti nella ricerca realizzata per conto del Forum trentino per la pace e i diritti umani nel 2014-15 dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell'Università di Trento. La maggioranza degli studenti intervistati prende le distanze da atteggiamenti omofobici: se scoprissero l'omosessualità di un conoscente, per la maggior parte dei giovani non cambierebbe nulla (75%). Tuttavia, per molti sarebbe fonte di disagio (19%) e per una minoranza sarebbe addirittura causa di allontanamento e valutazione negativa (6%).

Si osservano sensibili differenze all’interno del campione intervistato: in questo quadro generale, infatti, le ragazze, chi frequenta i licei e chi proviene da una famiglia con un elevato capitale culturale tende a vivere in modo molto più “normalizzante” un coming out, evento che invece spiazza o quanto meno mette a disagio un’ampia minoranza dei maschi e di chi viene da famiglie con capitale culturale più basso. In particolare, le femmine si confermano molto più aperte dei coetanei: per le prime, infatti, non cambierebbe nulla nell’89% dei casi, per i secondi nel 64%.

Gli studenti trentini sembrano ritenere che le scelte sessuali siano una questione privata e non rientrino tra i temi pubblici discussi dalla politica. D’altro canto, riconoscendo la realtà della discriminazione e della difficoltà di vivere serenamente la propria sfera affettiva da parte di coppie dello stesso sesso, gli studenti intervistati sembrano intravedere e quindi attendere che la politica si faccia carico sia della tutela degli omosessuali in quanto discriminati sia della possibilità di veder formalizzare le loro unioni attraverso il riconoscimento del matrimonio civile. Quasi la metà degli studenti (47%) è molto d’accordo con la frase “È giusto fare una legge che tuteli gli omosessuali da violenze verbali e fisiche” e un altro terzo (34%) lo è abbastanza. Il campione si divide per quanto riguarda il riconoscimento dell’adozione: il 58% si dichiara, infatti, poco o per nulla d’accordo che coppie omosessuali possano diventare famiglie adottive.

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