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Cronaca

Discriminazioni sessuali: iniziative contro omofobia nelle scuole

In caso di assenza da queste attività scolastiche servirà la giustificazione "perché occorre che i genitori si assumano la responsabilità di indicare dove si trova lo studente"

Dopo un animato dibattito la Quinta Commissione presieduta da Lucia Maestri (Pd) si è espressa all'unanimità a favore della deliberazione proposta per la Giunta dall'assessora Sara Ferrari sulle "Linee guida per il sistema educativo provinciale in tema di contrasto alle discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale, identità sessuale o di genere". Ferrari ha spiegato che il testo prevede che le attività educative promosse dalla scuola per contrastare l'omofobia dovranno essere precedute da un'informazione alle famiglie che potrà avvenire attrraverso note circolari, "ma anche e più opportunamente, attraverso appositi incontri e momenti di condivisione". 

Momenti di incontro, ha precisato Ferrari, che dovranno coinvolgere tutti i rappresentanti eletti dalle varie componenti nel consiglio di istituto. Questo per assicurare un'esaustiva conoscenza dei temi trattati e dare la possibilità di non partecipare alle iniziative. In caso di assenza da queste attività scolastiche servirà la giustificazione "perché occorre che i genitori si assumano la responsabilità di indicare dove si trova lo studente se non è a scuola". Vale quindi lo stesso principio previsto per la non partecipazione all'insegnamento della religione cattolica. 

Quanto alle iniziative, si prevede che anche quest'attività sia inserita nella regolare programmazione scolastica e nell'offerta formativa inserita all'interno del progetto d'istituto. Progetto, ha proseguito Ferrari, che è il luogo in cui tutti i principi e gli indirizzi dell'offerta formativa delle scuole vengono riassunti, ed è il documento che il genitore condivide quando iscrive il proprio figlio in un determinato istituto.

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