Il caso / Rovereto

Perché l’assassino di Iris non era stato espulso

La sua pericolosità era nota non solo a Rovereto, ma due situazioni ne hanno impedito l'allontanamento

La domanda che tutti si stanno facendo in queste ore è per quale motivo Nweke Chukwuka, l’uomo arrestato con l’accusa di aver massacrato di botte fino a ucciderla Iris Setti, era ancora in Italia? Perché il 37enne nigeriano, prima della tragica notte dei giardini Nikolajewka, peraltro già attenzionati dalle istituzioni roveretane per questioni di droga, era un volto parecchio noto alle forze dell’ordine, con svariati precedenti penali alle sue spalle.

I precedenti

Chukwuka non era nuovo a gesti eclatanti e violenti, dall’aggressione ad un ciclista passando per la salita sul tetto di un’auto di servizio dei carabinieri. Questi fatti gli erano valsi l’onore delle cronache e, soprattutto, una denuncia. In attesa del processo per quanto accaduto via Benacense lo scorso anno, l’uomo aveva l’obbligo di firma.

Agosto 2022: quando Nweke impazzì nel centro di Rovereto

Il cavillo

L’obbligo di firma e il processo per quanto accaduto nell’agosto di un anno fa: è qui che si comprende il motivo per cui il nigeriano non era stato espulso dal Paese. Il procedimento penale in corso ne impediva l’allontanamento; doveva restare in Italia proprio per quel processo. Ma non solo.

La permanenza in Italia dell’uomo, riporta L’Adige, è anche dovuta anche al fatto che in Vallagarina vivano la moglie e i figli del senza fissa dimora. Insomma, l’espulsione non era così scontata, anzi. L’uomo avrebbe fatto richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, rigettata dalla questura di Trento e contro cui lo stesso aveva fatto ricorso, attendendo l’esito di quest’ultimo.

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