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Occupano abusivamente appartamento Itea dopo essere stati sfrattati

Una famiglia ha occupato abusivamente un appartamento di Itea in Via al Pont dei Vodi a Spini di Gardolo. Il nucleo familiare era però già stato sfrattato da un appartamento Itea a Centochiavi

Una famiglia nomade ha occupato abusivamente un appartamento di Itea in Via al Pont dei Vodi a Spini di Gardolo. Sembra infatti che gli stessi siano riusciti ad entrare nell’immobile salendo dal terrazzo e sfondando gli infissi, per poi aprire il portoncino blindato interno che avrebbe consentito l’entrata degli altri componenti. Il nucleo familiare in questione, composto pare da molti membri, era però già stato sfrattato la scorsa estate da un appartamento Itea a Centochiavi, in via Chiocchetti. Uno sfratto avvenuto a causa della violazione delle norme sul regolamento Affitanze Itea, in particolare dopo reiterati espidosi di disturbo e pregiudizio della quiete pubblica. La risposta del presidente del Consiglio provinciale, Bruno Dorigatti, ad un interrogazione di Maurizio Fugatti (Lega Nord), conferma gli elementi elencati nell'atto ispettivo presentato dal Carroccio.

La situazione, conferma Dorigatti, corrisponde al vero: Itea si è attivata con un primo sopralluogo per tecnici e rappresentanti il 28 aprile scorso, immediatamente dopo la segnalazione ricevuta, di presunta occupazione abusiva. Il 3 maggio, insieme agli agenti della polizia di stato, l'ispettore di zona ed i tecnici Itea si sono nuovamente recati sul posto per un successivo intervento, nel corso del quale le persone presenti nell'appartamento sono state identificate dalle forze dell'ordine. Il 9 maggio corso, Itea, tramite l'uffico legale, ha presentato una querela in questura: gli atti sono stati trasmessi in Procura. Itea ha inoltre provveduto ad interrompere le utenze a servizio dell'alloggio in questione, bloccando acqua, luce e gas. 

Nella risposta all'interrogazione, si scopre inoltre che si sono verificati unicamente altri tre casi di abusivismo in case Itea, di cui uno nel 2015 e due nel 2016. Il caso del 2015 si è originato nell'autunno di quell'anno presso un alloggio di via Graberi a Pergine Vaslugana, ed è stato postivamente risolto all'inizio del mese di dicembre 2015. Degli altri due casi, relativi al 2016, entrambi riferiti ad un edificio di via Filzi a Trento, il primo è stato risolto con rilascio coattivo effettuato il 20 dicembre scorso, mentre il secondo è in via di soluzione, essendo stato fissato il termine ultimo per il riolascio coattivo dell'alloggio il 31 maggio 2017.

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