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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

No vax denunciati da Bassetti: un trentino tra gli indagati

I sostenitori della causa “no vax” avevano identificato l’infettivologo quale simbolo mediatico della campagna vaccinale anticovid, quindi un bersaglio da “colpire”

Prima hanno divulgato il numero del professor Bassetti all’interno di uno dei gruppi Telegram negazionisti e no-vax, poi sono iniziate le molestie simultanee e sincronizzate, mediante telefonate e invio di messaggi.  Nel gruppo delle persone ritenute vicine a questi comportamenti, anche un uomo di Trento, indagato per istigazione a delinquere e in concorso per atti persecutori. È quanto emergere da quanto finora condiviso dell’attività investigativa di polizia che, nella mattinata di martedì 30 novembre, ha eseguito 9 perquisizioni nei confronti di altrettanti soggetti, indagati per i reati di istigazione a delinquere e atti persecutori in concorso aggravati dall’utilizzo di strumenti telematici o informatici, poiché accusati di aver perseguitato, molestato e minacciato, in maniera reiterata e collettiva, il noto infettivologo Matteo Bassetti sulla sua utenza telefonica.  Inoltre, sono state identificate e denunciate altre 27 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di molestie, diffamazione e minacce nei confronti del medico genovese.

I sostenitori della causa “no vax” avevano identificato l’infettivologo quale simbolo mediatico della campagna vaccinale anticovid, quindi un bersaglio da “colpire”. Ecco che sul canale Telegram “Basta dittatura” sono iniziate le azioni vessatorie nei suoi confronti da parte di un utente.  L’attività investigativa, partita dopo le querele presentate dal medico e diretta dalla Procura di Genova, è stata condotta dalla Sezione Investigativa della Digos del capoluogo ligure, e si è concentrata su un gruppo di soggetti che, nei canali Telegram frequentati dalla frangia contraria ai vaccini ed all’obbligatorietà del “green pass” ha pianificato, organizzato e posto in essere le condotte oppressive contro Bassetti, dando vita al fenomeno del cosiddetto “gang stalking”, ovvero lo stalking di gruppo.

stalking Bassetti-2

Lo stalking di gruppo consiste in un’azione persecutoria ai danni di un “individuo bersaglio” che si realizza attraverso un insieme di atti ostili, anche non singolarmente imputabili come reati, ma che nell’insieme risultano lesive per la vittima. Nel caso del professor Bassetti gli investigatori si sono trovati di fronte ad una tipologia di stalking “telematico” o “cibernetico”, messo in pratica mediante azioni ripetute al telefono, sulle app di messaggistica e sulle piattaforme social. In particolare, si è trattato di una sequenza di molestie simultanee e sincronizzate, mediante telefonate e invio di messaggi (sms o istantanei), effettuate da un gruppo definito di persone, le quali poi hanno dato dimostrazione del loro operato nei canali “Telegram” di riferimento.

Alcuni degli “stalker”, che hanno agito dopo una precisa disposizione, hanno tentato di nascondere la propria identità dietro profili falsi e false utenze, dando il via a una campagna vessatoria che per l’infettivologo stava diventando esasperata ed insostenibile. Così, mosso dal timore per l’incolumità propria e della sua famiglia, Basseti si è rivolto alla polizia, che è riuscita ad identificare parte dei responsabili. Martedì le Digos di Genova, Avellino, Lecce, Milano, Modena, Napoli, Parma e Trento, coordinate dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e con l’ausilio del Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno eseguito le perquisizioni, sequestrando numerosi dispositivi telematici e copioso materiale informatico che andrà al vaglio degli inquirenti.

Il post di Bassetti

L’attività non è conclusa ancora, sono in corso di identificazione decine di altri soggetti che si sono resi autori di condotte persecutorie nei confronti del prof. Bassetti

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