Salute e giustizia / Rovereto

Il nonno muore ma non c'è il risarcimento per i nipoti: ora è battaglia

Il caso riguarda l'ospedale di Rovereto e una famiglia trentina. L'avvocato che li assiste: "Un grave errore quello che è stato commesso"

Un sospetto caso di malasanità, un decesso e una causa che vede coinvolti anche i nipoti della vittima e l’ospedale: sono gli elementi di una vicenda accaduta a Rovereto e che è stata portata all’onore delle cronache dall’avvocato Andrea Marzorati, legale dei familiari della vittima.

Il caso

Tutto comincia nel 2021, a novembre per la precisione, quando un trentino 73enne perde la vita nelle corsie dell’ospedale roveretano. La famiglia, desiderosa di capire che cosa abbia portato al decesso, chiede una perizia di parte da cui emerge quanto segue: “la causa della morte è da ricondursi ad una infezione di natura ospedaliera (la cosiddetta infezione nosocomiale), produttiva di uno shock settico terminale, dove un ruolo deve essere attribuito anche all’inadeguatezza della terapia antibiotica prescritta dai sanitari”. 

Secondo i consulenti ci sarebbe quindi stata responsabilità della struttura ospedaliera. La famiglia ha fatto richiesta di risarcimento e l’assicurazione che segue l’ospedale, informa l’avvocato Marzorati, ha proposto un risarcimento ritenuto irrisorio rispetto ai normali parametri liquidativi in casi analoghi, ma soprattutto l’ha negato ai nipoti. E, qui, sorge la causa.

Parla l’avvocato

“Sarebbe bastato leggere attentamente l’Allegato 2 delle Tabelle milanesi” esordisce Marzorati. L’avvocato si riferisce nello specifico a quelle tabelle, realizzate dal tribunale di Milano e a cui fa riferimento Trento, che quantificano il danno in caso di decesso attraverso dei parametri (il grado di parentela con il congiunto, l’età della vittima, l’età di chi chiede il risarcimento e se conviveva o meno con la vittima, la presenza di altri eventuali familiari ed infine l’intensità del legame).  “A pagina 20, viene indicato che - al di là dei parenti prossimi di un defunto, come genitori, figli, coniugi o fratelli, è anche possibile risarcire la perdita di altri tipi di rapporti parentali come, per l’appunto, quella di un nonno” spiega l’avvocato Marzorati. 

Un errore, quindi, il rifiuto da parte dell’assicurazione di non risarcire i nipoti dopo la perdita del nonno: questa la convinzione di Marzorati. “Il 6 giugno 2024 sono uscite le nuove tabelle di Milano e anche queste non contengono una tabella specifica nel caso dei nipoti, tuttavia viene ribadito il concetto che può valutarsi il risarcimento del danno anche a soggetti diversi da quelli previsti dalle tabelle. Per quanto riguarda il monitoraggio, il tribunale di Milano ha cercato di fare un importante ed imponente lavoro di raccolta delle sentenze per cercare di trovare un fil rouge tra quello che i giudici hanno liquidato, ma per quanto riguarda il risarcimento dei nipoti per la morte dei nonni non ci sono abbastanza sentenze. Non voglio pensare che ci sia da aspettare che muoiano altri nonni e i nipoti facciano causa per avere abbastanza sentenze. Peraltro, le tabelle dovrebbero avere una funzione deflattiva: in sostanza dovrebbero consentire un facile ed immediato calcolo dell’importo da risarcire, così da consentire una veloce definizione stragiudiziale. Le tabelle di Roma lo prevedono. C’è quindi un fatto discriminatorio nell’utilizzare da parte dell’assicurazione dell’ospedale le tabelle di Milano rispetto a quelle di Roma o, quantomeno, con le tabelle di Milano si rischia di favorire ed agevolare questi comportamenti da parte di quelle assicurazioni che pretestuosamente negano tout court il risarcimento ai nipoti.” conclude l’avvocato.

Cosa succede ora?

Il caso di Rovereto pare destinato a non esaurirsi nel breve periodo. La famiglia, ora, proseguirà su più fronti al fine di veder riconosciuto un equo risarcimento anche ai nipoti. “Il denaro non potrà certo consentirgli di riabbracciare il loro nonno ma costituisce l’unico riconoscimento tangibile in questa vicenda, sperando che quello che è purtroppo capitato a questa famiglia non capiti ad altri” conclude Marzorati.

Intanto, è stato fatto un ricorso di Accertamento Tecnico Preventivo in cui è stato chiesto a tribunale di Trento di nominare due consulenti, un medico legale e un medico specialista branca: lo scopo è quello di accertare la responsabilità del decesso e poter arrivare all’agognato accordo che coinvolga pure i nipoti dell’anziano.

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