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Servizio idrico: a Trento pronti 600 emendamenti. Rovereto detta l'ultimatum

Niente accordo tra maggioranza e opposizione in consiglio sulla creazione di una società unica per Trento e Rovereto: depositati 600 emendamenti. I grillini raccolgono le firme e sollevano dubbi sui costi. Rovereto, che ha già deciso, pressa

Fumata nera in consiglio comunale a Trento per la costituzione della società unica con l'amministrazione di Rovereto che dovrà di gestire il servizio idrico. Sono 600 gli emendamenti presentati dalle forze politiche di minoranza alla delibera, quindi la discussione si annuncia lunga e faticosa, a patto che le opposizioni non ritirino i documenti presentati una volta raggiunto un accordo con la maggioranza sulla modifca parziale della delibera. Ma una soluzione di questo tipo pare complicata: il sindaco Alessandro Andreatta aveva tentato una mediazione con le minoranze aprendo ad una valutazione delle diverse opzioni per pagare i 37 milioni di euro che verrebbero spesi per acquistare l'acquedotto comunale da Dolomiti Energia, in modo da ridurre gli effetti sul bilancio del Comune e sulle tariffe pagate dai cittadini. Ma l'accordo non c'è stato e la maggioranza è circondata. Perché dall'altra parte c'è l'amministrazione di Rovereto, il cui consiglio comunale ha già deciso, e ora fa lancia un ultimatum a Trento: se resta l'ipotesi di una governance della newco non paritaria tra le due città - così come si chiede nell'atto depositato dalla maggioranza del consiglio comunale di Trento - l'accordo salta. Ci sono poi le 250 firme raccolte dal Movimento 5 Stelle di Trento, che ha posto una serie di questioni sul tavolo, soprattutto relative ai costi dell'operazione.

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