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I muretti a secco trentini "patrimonio dell'umanità" su Repubblica.it

I muretti a secco italiani sono candidati ad entrare tra i Beni essenziali dell'umanità Unesco nel 2019, in Trentino cresce l'attenzione all'argomento, un articolo di Giampaolo Visetti ci porta alla scoperta di questa tecnica antica, e rispettosa dell'ambiente

Una tecnica antica, una conoscenza tramandata di padre in figlio, che non sta  inn nessun libro. I muretti a secco italiani sono candidati ad essere riconosciuti tra i Beni essenziali dell'umanità dall'Unesco. La decisione sarà presa nel 2019, ma nel frattempo ci assiste ad un rinnovato interesse per queste particolarissime opere dell'ingegno umano, che modellano il paesaggio rurale creando un equilibrio perfetto con l'ambiente naturale, anche in Trentino. 

Ad occuparsi del tema è il giornalista trentino Giampaolo Visetti inviato di Repubblica, con un interessante articolo pubblicato oggi sulle pagine onlline del quotidiano, nel quale si approfondisce il "caso di  studio" della Valle di Cembra, in una  terra, come il Trentino, in cui per la prima volta quella del  costruttore di muretti a secco è diventata una professione riconosciuta, con il titolo  di "maestro" rilasciato dall'Enaip, l'istituto professionale provinciale, che ha già consegnato il diploma a 18 artigiani specializzati. 

"I sassi sono come gli uomini, tutti possono essere buoni, basta saperli vedere: te lo dicono loso in quale posto devono stare" spiega Carmelo Brugnara, 71 anni, viticoltore cembrano, intervistato da Visetti. Il 24 e 25 giugno nella valle di Terragnolo si terrà un intero festival dedicato all'argomento, promosso dall'Accademia della  Montagna del Trentino, in attesa della  visita degli ispettori Unesco ai  muretti a secco italiani, compresi quelli trentini. Leggi l'articolo su Repubblica.it, clicca qui...

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