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Muore in carcere a 28 anni, le guardie: "Non ci sono medici di notte"

"In Istituto, nonostante una presenza di circa 300 detenuti, non c'è un medico o semplicemente un infermiere in servizio nella fascia oraria che va dalle ore 21 alle ore 07, e il fatto ci risulta si è verificato alle ore 06.15"

Pubblichiamo questo intervento del segretario provinciale del Sindacato di nazionale autonomo di polizia penitenziaria Andrea Mazzarese, in merito alla vicenda del 28enne deceduto in carcere a Spini di Gardolo. Mazzarese puntualizza come il personale penitenziario abbia fatto tutto regolarmente e interviene per ricordare - come aveva già fatto in altre occasioni - la carenza (quando non l'assenza nei giorni festivi, del personale medico). Una posizione criticata dall'Azienda sanitaria provinciale, che quel personale deve garantire. Nella lettera (La risposta dell'Azienda sanitaria) l'Apss si difende dalla critiche del Sinappe, dichiarando che il servizio non è assente, ma razionalizzato e a chiamata.


Cortese Direttore,               

siamo venuti a conoscenza dall’articolo di un giornale, che la mamma di un giovane ragazzo di 28 anni non riesce a darsi pace per l’improvvisa e prematura morte del proprio figlio avvenuta nei giorni scorsi in carcere a Spini di Gardolo

Desidero chiarire che il personale di Polizia Penitenziaria dal momento in cui è stato allertato dai compagni di camera del detenuto deceduto, ha messo in atto celermente con professionalità  tutte le attività previste per richiedere l’intervento del Medico della Guardia medica, in quanto in Istituto, nonostante una presenza di circa 300 detenuti, non c’è un medico o semplicemente un infermiere in servizio nella fascia oraria che va dalle ore 21.00 alle ore 07.00, e il fatto ci risulta si è verificato alle ore 06.15 circa.
    
Il 6 Maggio u.s. proprio noi del SiNAPPe vi abbiamo informato dell’importanza di avere in servizio in Istituto in modo continuato nelle 24 ore  personale infermieristico o medico..auspicando che tale segnalazione potesse portare ad una diversa organizzazione del sevizio sanitario all’Interno dell’istituto, che tenesse in considerazione le necessità segnalate da questa segreteria, purtroppo fino ad oggi tutto vano….. 

Dire adesso che con un intervento immediato del personale medico, se presente in Istituto, il detenuto si sarebbe salvato è ipocrisia, ma comunque aumenta sicuramente le possibilità di salvare delle vite….

Alla signora va tutto il cordoglio della nostra Segreteria e di tutto il personale di Polizia Penitenziaria, comprendiamo la sua battaglia della ricerca dei tanti perché….

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