Rovereto, non più di 40 profughi: "Hanno cellulari costosi, bevono birra e bivaccano al parco"

Tre consiglieri di maggioranza lanciano la mozione per chiedere di ridurre il numero dei richiedenti asilo, denunciando episodi di presunto disagio da parte della popolazione: "questi ragazzi sputano per terra, bevono birra, fumano non solo sigarette ed hanno cellulari costosi"

Non più di 40 profughi a Rovereto, ed inoltre dovrebbero lavorare. La proposta è dei consiglieri di maggioranza Daniele Lanaro, Tito Parisi e Giampaolo Ferrari che hanno presentato una mozione sul tema. La città della quercia, data la presenza del campo della protezione Civile a Marco, ospita ad oggi più della metà dei circa 460 richiedenti asilo presenti in Trentino.

Altri arrivi sono in vista, ne parlerà in questi giorni l'assessore provinciale Zeni, che prosegue il suo tour nelle Comunità per incontrare i cittadini sulla questione profughi, il quale ha anche promesso che in futuro la distribuzione sarà più equa all'interno del territorio provinciale. I tre consiglieri però mettono le mani avanti: si rispetti la regola di 1 ogni 1000 abitanti, scrivono nel documento, e si restituisca il polo della Protezione Civile ai volontari. I tre consiglieri propongono inoltre di "impegnare questi ragazzi (sic!) in attività lavorative per evitare che bivacchino su marciapiedi o panchine e far frequentare loro dei corsi di educazione civica.

Nella mozione, che passerà ora in consiglio, si riporta anche un certo, presunto, disagio dei residenti di Marco che, vedendo quei "ragazzi" nel parco del paese "con costosi cellulari, bere birra e fumare" sono costretti a portare i propri figli al parco di Mori. Il documento prosegue con questo tono: i profughi "hanno il vizio di sputare dove i bambini giocano", "fumano non solo sigarette ma anche altro", "sono stati visti orinare al parco", "hanno più volte preso in giro una signora disabile". 

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