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L'alpinista roveretano Sten morto in Sardegna durante un'arrampicata sulla "sua" Tavolara

Era considerato uno dei massimi alpinisti italiani, esperto nell'arrampicata sulle rocce friabili della costa settentrionale sarda

Lutto nel mondo dell'alpinismo: Giuliano Stenghel, per tutti Sten, maestro dell'arrampicata, ha perso la vita su una parete rocciosa della Tavolara, isola al largo di Olbia, in Sardegna. La dinamica dell'incidente non è ancora chiara, e non si esclude il malore. L'alpinista roveretano, con casa a Porto San Paolo, conosceva molto bene la zona ed in particolare l'isola, dove aveva aperto diverse nuove vie. Il corpo è stato recuperato in mare dalla Guardia Costiera.

Esperto di arrampicata su roccia friabile, tipica delle zone costiere sarde, specialità di cui è considerato pioniere. Nato nel 1953 a Rovereto, guida alpina, istruttore nazionale del Cai dal 1978, poi nominato Istruttore emerito, Stenghel era anche scrittore: ha pubblicato una decina di libri ed è stato nominato socio accademico del Gruppo Scrittori di Montagna. Era considerato uno dei massimi alpinisti italiani. 

"Ci sono momenti... istanti preziosi della nostra vita che ci ricordano persone importanti. E quale gioia e soddisfazione nel legare i loro nomi e i nostri a un'importante, ripida scogliera del mare di Sardegna". Così scriveva su Facebook poco più di un mese fa, il 9 luglio, dopo aver aperto una nuova via: la via Gemma, dedicata "alla mamma del mio compagno di corda Martino Battisti, volata da poco in paradiso".

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