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Morte in culla, convezione tra Provincia e Università di Milano

L'obiettivo è realizzare accertamenti approfonditi e sistematici al fine di ottenere e diffondere informazioni utili per la riduzione del rischio di morti di bambini nei primi mesi di vita e di morte inaspettata del feto

Nella seduta odierna della Giunta provinciale, su proposta dell'assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi, è stata approvata la deliberazione con cui si autorizza la sottoscrizione, da parte della Provincia autonoma di Trento, di una convenzione con il Centro di Ricerca Lino Rossi dell'Università degli Studi di Milano, centro di riferimento nazionale, per lo studio e la prevenzione della morte inaspettata perinatale e della sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids). L'obiettivo è realizzare accertamenti approfonditi e sistematici al fine di ottenere e diffondere informazioni utili per la riduzione del rischio Sids e di morte inaspettata del feto.

La morte in culla (Sindrome della morte improvvisa del lattante - Sudden Infant Death Sindrome, il cui acronimo è Sids ) e la morte inaspettata del feto (Siud) sono due tra i più gravi ed ancora poco conosciuti problemi della medicina moderna. La Sids colpisce inaspettatamente i lattanti dal mese all’anno di vita, mentre la Siud provoca l’aborto, senza causa apparente, dei feti dopo la venticinquesima settimana di gestazione. 
 
La morte improvvisa del feto, nelle nazioni più sviluppate, secondo recenti dati dell’Oms (Neonatal and Perinatal Mortality, Ginevra 2006), ha l’incidenza di un caso ogni 100-200 gravidanze. Essa si manifesta nel 90% dei casi nelle ultime settimane di gestazione e nel 10% durante il travaglio; il 50-75% di tali morti improvvise risulta inspiegabile a causa principalmente della mancanza di approfondite indagini specie anatomo-patologiche. La morte fetale inaspettata e “inspiegabile” al termine della gravidanza è quindi la singola causa di decesso più frequente nel periodo perinatale nel mondo occidentale. La sua incidenza è circa 10 volte superiore a quella della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS o “morte in culla”) che colpisce un lattante apparentemente sano ogni 750-1000 nati e si pone come la più frequente causa naturale di decesso nel primo anno di vita.
 
Nel complesso l’incidenza della morte inaspettata ed inspiegabile perinatale e della SIDS è valutabile intorno ad un caso ogni 120-150 bambini; trattasi pertanto di uno dei maggiori problemi socio-sanitari e scientifici della medicina moderna, ancora irrisolto. Secondo l’OMS molte di queste morti, per la maggior parte “invisibili”, sono evitabili.
 
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