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Mori, in centinaia contro il Vallotomo

Comitati, anarchici, Schutzen in borghese e cittadini hanno sfilato per le strade del paese: il corteo ha sfondato una delle recinzioni del cantiere ma poi la manifestazione è riconfluita pacificamente in paese

Erano circa trecento ieri a Mori al corteo contro la realizzazione del Vallotomo organizzata dalla "Tribù delle Fratte" e dal comitato "Da Vicolo a Vicolo". Ambientalisti, anarchici, mamme no tav e cittadini hanno sfilato per le strade del paese: c'erano anche gli Schutzen, ma senza l'abito tradizionale come annunciato. Gli organizzatori hanno chiesto e ottenuto che al corteo non fossero presenti "Né cappelli, né bandiere di partito".

Il gruppo è tornato a chiedere lo stop al cantiere sui terrazzamenti e l'immediata messa in sicurezza del dietro da 500 tonnellate che pende sulla parte nord del paese.

Come era stato annunciato, il corteo ha sfondato una delle recinzioni del cantiere ma poi, assecondando le richieste della maggioranza dei cittadini intervenuti, la manifestazione è riconfluita pacificamente in paese.

"Oltre alla devastazione del territorio, in questi mesi siamo stati testimoni della devastazione della comunità moriana" - hanno detto dalla Tribuù delle Fratte. Se Provincia e comune avessero cercato il dialogo a Mori non ci sarebbero scontri tra famiglie e amici divisi: gente che ha smesso di salutarsi. Hanno costruito un vallotomo fra la gente".

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