Cronaca

Ricerche, cadute e scivolate: un'intensa domenica per i soccorritori in aiuto ai diversi escursionisti

Molte le chiamate arrivate al Nue 112 con le richieste di intervento da parte di escursionisti infortunati o perché non rientrati

Immagine di repertorio

Ricerche di persone non rientrate dalle escursioni, cadute e scivolate di diversi metri. Sono diversi gli interventi che del Soccorso Alpino in questa prima domenica di settembre, tra le montagne e sulle piste di downhill.

Ruzzola su un salto di roccia

È caduta sul sentiero 360, nei pressi del rifugio Caldenave, nel gruppo del Lagorai, ruzzolando per circa 2 metri su un salto di roccia, l'escursionista del 1964 di Trento recuperata in elicottero dal Soccorso alpino nel primo pomeriggio di domenica. La donna si è procurata qualche contusioni. 

La chiamata al Nue (Numero unico per le emergenze) 112 è arrivata intorno alle 14 da parte del gruppo di escursionisti con i quali si trovava la donna. Il Tecnico di Soccorso Alpino con il Coordinatore dell'Area Operativa Trentino Orientale ha richiesto l'intervento dell'elicottero che, arrivato sul posto ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso dell'equipe medica che, dopo aver prestato le prime cure all'escursionista, l'hanno accompagnata all'ospedale Santa Chiara di Trento. A Borgo Valsugana si erano preparati gli uomini del Soccorso Alpino della stazione Bassa Valsugana, ma il loro intervento non è stato necessario. 

Escursionista scivola per una ventina di metri

Poco prima, alle 13.20, la Centrale è stata allertata per un escursionista del 1954 di Trento che è scivolato per una ventina di metri lungo un canale in Val Scura. L'uomo, che si trovava a una quota di circa 1200 metri s.l.m. potrebbe aver perso o sbagliato una traccia ed è quindi scivolato. Nella caduta si è procurato diverse escoriazioni e non riusciva più a proseguire autonomamente. 

Sul posto sono arrivati una decina di operatori del Soccorso Alpino delle Stazioni di Levico e di Altipiani che lo hanno raggiunto a piedi in circa mezz'ora. Dopo avergli prestato le prime cure mediche, i soccorritori lo hanno calato con delle corde per circa nove metri, su una cengia per rendere più agevole il recupero da parte dell'elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di elisoccorso e l'equipe medica. L'uomo, dopo essere stato visitato è stato trasportato all'ospedale Santa Chiara di Trento per accertamenti, mentre la compagna di escursione che era con lui è stata accompagnata a valle dai soccorritori.

Interventi in Veneto

Ricerche per Federico Lugato

Le ricerche di domenica 5 settembre si sono chiuse senza alcun nuovo elemento utile possa aiutare a far luce sulla scomparsa di Federico Lugato, l'escursionista di 39 anni partito la mattina del 26 agosto per un giro ad anello nel Gruppo del Tamer-San Sebastiano e mai più rientrato. Una sessantina di persone, tra Soccorso alpino, Guardia di finanza, Vigili del fuoco, Carabinieri forestali e Protezione civile con diverse unità cinofile, si sono ridistribuire su alcune aree già percorse, per sopralluoghi ancora più dettagliati, in Val Prampera, nella piana sotto il Petorgnon, dove l'intrico di mughi rende difficili gli spostamenti e dove sono stati controllati anfratti e cavità. Ripassata anche l'area della Croda Daerta. Non si sono registrate altre segnalazioni, né raccolte informazioni aggiuntive. Anche oggi erano inoltre presenti diverse decine di volontari privati, arrivati a seguito degli appelli della moglie di Federico.

Donna scivola in Val Montina

Sono gravi le condizioni dell'escursionista danese di 64 anni, precipitata per una cinquantina di metri dal sentiero che costeggia il torrente in Val Montina. La donna, che si trovava con il marito e altre due persone, era arrivata alla fine del percorso verso la confluenza con il Piave, quando è scivolata sul ciglio della forra finendo tra l'acqua e la ghiaia. Dalle coordinate ricevute dal marito, sul posto si sono diretti l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore, che ha sbarcato equipe medica e tecnico di elisoccorso con un verricello di 75 metri, e le squadre del Soccorso alpino di Pieve di Cadore e Centro Cadore, che si sono calate in corda doppia dal sentiero per supportare le operazioni. Prestate le prime cure urgenti all'infortunata a seguito del serio possibile politrauma riportato, i soccorriori la hanno imbarellata e recuperata sempre con il verricello, per trasportarla prima all'ospedale di Belluno e da lì a quello di Treviso.

escursionista precipita in Val Montina-2

Malore sul sentiero 560

Attorno alle 12.30 l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sotto la parete nord del Civetta, ad Alleghe, dove un escursionista, che con altre persone stava percorrendo il sentiero numero 560 non distante dal Rifugio Tissi, colto da malore aveva perso conoscenza. Sbarcato il personale medico e il tecnico di elisoccorso nelle vicinanze, a I.O., 35 anni, di Sesto al Reghena (PN), è stata data prima assistenza. Imbarcato con un verricello corto, l'uomo è stato trasportato per accertamenti all'ospedale di Belluno. Successivamente l'eliambulanza è stata inviata sul tracciato della Transpelmo, all'altezza della Val d'Arcia, Borca di Cadore, per un atleta con un sospetto trauma alla caviglia. L.N., 37 anni, di Lonigo (VI), è stato accompagnato al San Martino.

parete nord del Civetta, Pieve di Cadore-2

Malore sul sentiero 569

Alle 11.20 circa il Soccorso alpino della Val Fiorentina è stato allertato per un escursionista colto da malore lungo il sentiero numero 569, su un tratto di strada sterrata tra Pescul e il Rifugio Fertazza. M.P., 53 anni, di Torino, che si trovava con altre persone, dopo aver percorso circa due chilometri, si era sentito poco bene, si era seduto ed era caduto a terra per poi riprendersi. Una squadra ha raggiunto in fuoristrada l'uomo, che aveva riportato escoriazioni sul volto, lo ha caricato a bordo e trasportato a Pescul, per affidarlo all'ambulanza diretta all'ospedale di Agordo per le verifiche del caso.

Biker cade sulla pista di downhill

Attorno alle 10.50 una squadra del Soccorso alpino di Belluno è intervenuta in supporto al personale dell'ambulanza, attivato per la caduta di una ciclista sulla parte terminale del percorso di downhill sulla Pista Coca in Nevegal. La donna, B.F., 53 anni, di Cimadolmo (TV), sbalzata dalla mountain bike circa 300 metri sopra il piazzale, è stata imbarellata e trasportata fino alla strada, per poi essere accompagnata all'ospedale di Belluno con un possibile trauma alla colonna e contusioni varie.

Ricerche in corso per un altro escursionista

Attorno alle 18 di domenica sono partite le ricerche di un uomo partito nella mattinata da Soffranco per scendere lungo la forra del Maè fino a Pirago. Dell'uomo, che era atteso alle 14.30, non si hanno più notizie. Al momento sul posto ci sono il Soccorso alpino di Longarone, il Gruppo Forre del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i Vigili del fuoco, il Sagf. 

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