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Minaccia la convivente arma in pugno, poi scappa in auto

L'uomo, ubriaco, ha estratto una pistola e ha cominciato a minacciare la donna e la madre di lei, che era accorsa sul posto sentendo le grida. Poi è fuggito sul suo furgone liberandosi dell'arma, ma è stato arrestato poco dopo

Un elettricista residente ad Arco dovrà rispondere di minaccia aggravata e detenzione abusiva di un'arma, resistenza a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza.

L'uomo, un cinquantenne pluripregiudicato, ha alzato un po'troppo il gomito ieri sera, mentre si trovava nell'appartamento che condivide con la convivente, una 35enne di Arco. Tutto è nato con una discussione che si è fatta via via più violenta, fino a degenerare: l'uomo - ubriaco - ha estratto una pistola e ha cominciato a minacciare la donna e la madre di lei, che abita lì vicino ed è accorsa sul posto sentendo le grida.
 
La situazione si è sbloccata quando le due donne, approfittando di un momento di distrazione del cinquantenne, sono riuscite a telefonare ai carabinieri. Sul sono arrivate alcune "gazzelle", personale in borghese del Nucleo operativo e un'altra auto dalla stazione di Riva del Garda.
 
Nel frattempo l'uomo ha fiutato l'arrivo dei militari e ha tentato la fuga sul suo furgone, che si è conclusa dopo un inseguimento in località Cretaccio di Arco, dove i carabinieri hanno obbligato l'uomo ad accostare e fermarsi a bordo strada.
 
Della pistola, però, nessuna traccia. L'hanno rinvenuta poco dopo i carabinieri dopo una perquisizione in casa e nel giardino dell'uomo, che se n'era liberato gettandola tra i cespugli. I militari hanno scoperto che l'arma era ad aria compressa, ma detenuta senza autorizzazione.
 
Portato in caserma in stato di arresto, il cinquantenne è stato sottoposto all'alcol test, ed è scattata la contestazione per guida in stato di ebbrezza, visto che aveva 1.65 grammi su litro all'etilometro. Le due vittime delle minacce sono state ascoltate come testimoni e l'uomo è stato processato oggi per direttissima. 
 
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