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Cerca relazione su "Badoo", poi tenta il ricatto: arrestato militare

I due, conosciutisi meno di un mese fa sul social network "Badoo", intrecciano dapprima un'amicizia che porta lui a presentarsi come un "carabiniere", lei come una giovane impiegata, sposata e senza figli

E’ terminato con l’arresto il tentativo di estorsione  di  un giovane trentenne, caporal maggiore , in servizio presso una caserma dell’esercito di stanza a Trento, che dopo aver conosciuto una giovane trentina su un social network, al rifiuto della donna di continuare la relazione, l’avrebbe minacciata di raccontare tutto al marito, a meno che non avesse ricevuto del denaro o delle prestazioni sessuali in cambio del suo silenzio.

I due, conosciutisi meno di un mese fa sul social network “Badoo”, intrecciano dapprima un’amicizia che porta lui a  presentarsi come un “carabiniere” in servizio presso un nucleo antidroga di Trento, lei come una giovane impiegata, sposata e senza figli. Il legame sembra farsi sempre più stretto al punto da arrivare ad un primo incontro che si conclude con alcune effusioni. A questo punto, scatta secondo la vittima, la convinzione da parte del militare di poter richiedere ulteriori incontri e prestazioni alla donna, il cui eventuale rifiuto avrebbe comportato il racconto delle prime effusioni al marito e ai genitori di lei. 

La paura di veder terminare il proprio rapporto coniugale e l’imbarazzo di dover raccontare ai propri genitori quanto accaduto porta la donna ad assecondare le richieste dell’uomo, che si spinge perfino a chiedere di filmare e fotografare i loro incontri fatto salvo il desistere dall’intento alla ferma opposizione di lei.  Sembra non esservi via di uscita per la vittima che, negando incontri al giovane coetaneo si vede recapitare da quest’ultimo un ultimatum “Giovedì 13 dicembre o mi porti 150 euro o racconto tutto”. E’ questo messaggio e la consapevolezza che questa sarebbe stata solo la prima di una lunga serie di richieste che porta la donna a varcare la soglia della caserma dei carabinieri di Via Barbacovi e raccontare, tra le lacrime, la propria storia e chiedendo aiuto per uscirne.

Ascoltata e rassicurata, viene pianificata la trappola ai danni del giovane militare a cui viene dato appuntamento per il tardo pomeriggio di giovedì 13 dicembre in un bar molto frequentato della zona di Trento Nord. La vittima lo attende all’interno ma non è sola poco distante in un tavolino è presente personale dell’Arma in borghese, altri militari sempre in borghese si occupano di garantire una cornice di sicurezza all’esterno. Non appena la vittima consegna al suo aguzzino la somma di euro 150 (centocinquanta), quest’ultimo la saluta frettolosamente ed esce dal locale ignaro che ad attenderlo ci sono militari che subito dopo lo traggono in arresto. 

L’arrestato è frastornato, finge  dapprima un malore e poi tenta di negare ogni addebito ma oltre la denuncia della donna saranno fatali i 150 euro trovati nella sua disponibilità. Prontamente informata, l'Autorità giudiziaria ha disposto per il giovane l’udienza per il rito  direttissimo, che si è tenuta nella mattinata odierna, con la disposizione, a carico del militare, dell’obbligo di firma presso la caserma  dei carabinieri di Trento per 2 volte alla settiman. Un'altra udienza si terrà a gennaio. 

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