Il Comune ha deciso: niente Mercatini di Natale

Trento sarà "Città del Natale", con luci ed eventi paralleli ma niente bancarelle. Si pensa ai dehors per bar e negozi

I Mercatini di Natale di Trento non si faranno. Non, almeno, nella forma in cui si sono sempre fatti. Non ci saranno, in pratica, le bancarelle che sono il cuore della manifestazione, quantomeno dal punto di vista economico. Questo è quanto sembra aver deciso il Comune di Trento. L'interpretazione dell'ultimo Dpcm Conte è ancora in corso ma è chiaro che non si tratta solamente di una questione burocratica.

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Altrettanto chiaro è che la situazione dal punto di vista sanitario non sembra destinata a migliorare a breve. Se anche i dati sul contagio dovessero migliorare "miracolosamente" nel giro di un mese ci sono i tempi di organizzazione da tenere in conto, insieme al fatto che qualche commerciante delle famose "casette" avrebbe già gettato la spugna. A questo si aggiunga la flessione di tutti i flussi turistici e l'obbligo di tampone e quarantena per chi arriva da alcuni Paesi esteri. Una situazione che già pone in forte rischio la stagione sulle piste da sci.

Mercatini come sagre e fiere? 

"Il Dpcm parla di sagre e fiere, e nell'interpretazione che ci hanno fornito i nostri uffici sembra che rientrino anche i mercatini" ci spiega l'assessore alla Cultura ed al Turismo Elisabetta Bozzarelli. Un importante evento qual è la fiera 'Fa' la cosa giusta!' ha già annunciato l'annullamento. Al di là delle definizioni (cosa distingue un mercatino da una fiera?), c'è una questione di responsabilità: "non vogliamo assembramenti, vogliamo salvaguardare le nostre scuole, in un momento come questo ci sembra irresponsabile proseguire verso un'edizione normale dei mercatini". L'ufficialità non c'è ancora ma l'intenzione della Giunta comunale è questa.

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Si pensa, dunque, a delle strategie alternative. Secondo quanto ha spiegato l'assessore Bozzarelli l'idea è di permettere a bar e negozi della città di aprire all'esterno una "casetta" simile a quelle tradizionali dei mercatini. Il tutto, ovviamente, nel rispetto delle regole che si sono fatte ancora più stringenti: servizio solamente al tavolo (massimo sei persone) dopo le 18, possibilità di chiusura delle vie alle 21, divieto generalizzato di assembramenti.

Senza incassi le bancarelle non hanno senso

Le preoccupazioni espresse dai commercianti, del resto, erano molte. Alcuni stavano pensando di disdettare il contratto di gestione che l'Apt fornisce ogni anno per le "casette" di piazza Fiera e piazza Battisti e che ha un costo non da poco. Costo giustificato, in anni normali, dalle possibilità di incasso. "Non avremmo comunque avuto i flussi degli anni scorsi, è inutile chiudere gli occhi di fronte a questo. Trento sarà comunque Città del Natale ma in maniera diversa" spiega Bozzarelli.

L'idea è quella di mantenere, in certi casi in altre forme, le attività parallele alle bancarelle. Ci saranno dunque le luci e ci sarà la piazza dei bambini in Santa Maria Maggiore. "Sarà un Natale di comunità" assicura Bozzarelli. La speranza è che lo sia davvero e che lo spirito della manifestazione possa infondere, almeno ai trentini, la speranza necessaria per affrontare quello che appare sempre più come un difficile inverno. 

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