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Usura, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: arrestato 56enne meranese 

Sequestrati preventivamente gli immobili utilizzati per le attività di prostituzione

È accusato di usura aggravata, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, il 56enne meranese arrestato dalla Guardia di finanza a fine agosto, mercoledì 31. L'arresto è scattato al termine di una complessa attività di indagine iniziata nel 2021 e durante la quale i militari della Guardia di finanza di Merano hanno scoperto le attività dell'uomo.

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L’attività investigativa, avviata nel 2021 e condotta su delega della Procura della Repubblica di Bolzano, è stata rivolta nei confronti del 56enne, il quale, in almeno due occasioni, risulta aver concesso prestiti a persone in evidente difficoltà economica, richiedendo interessi usurari (pari al 24% del capitale erogato), che venivano corrisposti attraverso assegni, gioielli o monete d’oro.

Le successive perquisizioni domiciliari hanno consentito di sequestrare diversi dispositivi elettronici, oltre a diversi documenti che comprovano l’ipotesi del reato di usura. In particolare, è stata trovata una scrittura privata con la quale una delle vittime concedeva, a titolo di garanzia del prestito ottenuto, una consistente quota del proprio appartamento a Merano, a un prezzo di gran lunga inferiore ai valori di mercato, circostanza che ha aggravato l’illecito contestato al presunto strozzino.

Durante le indagini, i finanzieri meranesi, analizzando il materiale tecnologico trovato durante la perquisizione, hanno scoperto importanti indizi relativi a un altro reato che il 56enne avrebbe commesso: il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione.

È emerso, infatti, che il cittadino meranese era solito dare in locazione diversi appartamenti di sua proprietà ad alcune prostitute di origine straniera, applicando, proprio in virtù delle prestazioni svolte all’interno degli immobili, un canone d’affitto non solo maggiorato rispetto ai prezzi di mercato praticati nella zona ma, nella maggior parte dei casi, percepito "in nero".

L'indagato, secondo quanto osservato dagli inquirenti, era consapevole dell’attività praticata da chi prendeva in affito gli appartamenti e provvedeva, personalmente e assiduamente, a pubblicizzarle su diversi siti internet, ponendosi come "intermediatore" della clientela, talvolta partecipando agli incontri a sfondo sessuale.

Il numero delle persone coinvolte (4 donne) ha portato, anche in questo caso, alla contestazione di una circostanza aggravante, che scatta quando il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione avvengono in danno di più persone.

Sequestro e arresto

Tutto quello che è emerso dalle investigazioni dei finanzieri hanno portato il Pubblico Ministero a richiedere al competente Gip del Tribunale di Bolzano, l’emissione, nei confronti del cinquantaseienne meranese, di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, oltre a un decreto di sequestro preventivo dei 4 immobili di proprietà dell’indagato, utilizzati per l’attività di meretricio, e degli interessi usurari dallo stesso illecitamente percepiti. Accolte le richieste da parte del Gip, i militari della Compagnia della Guardia di finanza di Merano ha dato esecuzione ai relativi provvedimenti a fine agosto.

La complessa e accurata attività investigativa svolta dalle Fiamme Gialle meranesi è espressione del costante impegno del Corpo nel contrastare, soprattutto in questo delicato momento storico dell’economia nazionale, una pratica odiosa come l’usura, nonché condotte – quali il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione – parimenti connotate da un rilevante disvalore sociale, che fanno leva sullo stato di bisogno e di debolezza in cui spesso versano le vittime.

I provvedimenti sono stati emessi nell’ambito della fase delle indagini preliminari, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e, in attesa di giudizio definitivo, vale la presunzione di non colpevolezza dell’indagato.

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