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Rifiuti

Maxi traffico di rifiuti ferrosi, coinvolte anche aziende trentine

Cinque aziende avrebbero accolto e smaltito illecitamente un quantitativo di 3800 tonnellate di materiale ferroso, proveniente anche dal Trentino

Associazione finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Questa l'accusa per le 120 le persone finite iscritte nel registro degli indagati nell'ambito di un'inchiesta condotta dai carabinieri forestali di Treviso su coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Venezia.

Al centro dell'indagine ci sono cinque aziende impegnate nel settore della lavorazione dei metalli, con sede nelle province di Treviso e Vicenza, che avrebbero accolto e smaltito illecitamente un quantitativo di 3800 tonnellate di materiale ferroso.

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A cedere i rifiuti, senza registrarli, per risparmiare sui costi di smaltimento (si parla di diverse decine di migliaia di euro), sarebbero state decine di ditte di Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Umbria. Dopo oltre due anni di indagini, è scattato il blitz dei carabinieri, con una raffica di perquisizioni e sequestri. L'operazione risale al 14 e 15 marzo: 14 le aziende perquisite, posti sotto sequestro 62 veicoli e un capannone.

Tra i 120 indagati complessivamente, già 45 quelli a cui è stata notificata l'informazione di garanzia. Sequestrate inoltre agende, documenti, rifiuti, fatture, fogli manoscritti, dispositivi e supporti digitali, pc e smartphone.

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